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Quanti desiderano che venga qui segnalata la pubblicazione di volumi italiani di ambito romenistico possono inviare una e-mail alla redazione del sito all'indirizzo: danoctavian.cepraga@unipd.it

2016




Storia religiosa dello spazio romeno
sotto la direzione di Cesare Alzati
a cura di Luciano Vaccaro
Centro Ambrosiano, Milano, 2016
pp. 796; ISBN: 9788868941505

Saggi di C. Alzati, P. Macchi (†), A. Niculescu, A. Barnea, N. Gudea, O. Pecican, Ş. Turcuş, Şt. Andreescu, I.A. Pop, E. Szegedi, G. Sipos, E. Rüsz Fogarasi, L. Gyémánt, V. Rus, L. Báthory, I. Csucsuja, O. Ghitta, N. Bocşan (†), M. Cazacu, E. Citterio, T. Ferro (†), M. Cazacu, N. Edroiu, L. Gyémánt, L. Evola, I.-M. Bucur, Gh. Carageani, G. Bertini Carageani, D. Popescu (†), P. S. Virgil di Oradea.

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Mircea Eliade
Tutto il teatro. 1939-1970
a cura di Horia Corneliu Cicortas
Bietti, Milano, 2016, pp. 460
ISBN: 9788882483395

Oltre alla storia delle religioni, alla narrativa e alla pubblicistica, Mircea Eliade non mancò di occuparsi anche di teatro, scrivendo diverse opere e confrontandosi con i grandi classici della cultura europea. Le cinque pièces – la maggior parte delle quali inedite in Italia – vengono qui raccolte per la prima volta in unico volume, arricchite da un rigoroso apparato critico e biografico: un'opera omnia drammaturgica che getta finalmente luce su un'attività meno conosciuta, ma altrettanto importante, del grande intellettuale romeno.

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Emil Cioran
Divagazioni
a cura di Horia Corneliu Cicortas
Lindau, Torino, 2016
ISBN: 9788867085750

Uno degli ultimi testi scritti da Cioran in romeno – e probabilmente l'ultimo concepito come libro –, Divagazioni rappresenta uno spartiacque nella sua carriera letteraria. A circa 35 anni, l'autore inizia a esitare nella scelta della formula più efficace per dare espressione ai propri pensieri. Si avverte che la punta della penna stilografica vorrebbe scivolare verso un'altra lingua. Nel passaggio dal romeno al francese, questo libro segna l'orlo di un precipizio che Cioran avrebbe poi felicemente superato posando il piede oltre, su un terreno che si sarebbe rivelato particolarmente fertile.

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Marta Petreu
Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena
a cura di Giovanni Rotiroti, postfazione di Irma Carannante
Orthotes Editrice, Napoli, 2016, 490 pp.

Il libro di Marta Petreu affronta in maniera documentata e coraggiosa gli spinosi problemi della storia della Romania e, soprattutto, della storia delle idee: la questione ebraica a partire dal XIX secolo fino alla soluzione finale, l'evoluzione ideologica di Rădulescu-Motru, le idee e le attitudini politiche della generazione '27, le complicate relazioni di Eliade con i legionari, il comportamento di Noica alle prese con la polizia politica sotto il regime stalinista romeno, la traiettoria politica e rivoluzionaria di Gherasim Luca, e molti altri aspetti fondamentali che riguardano figure come Cioran, Ionesco e Sebastian. Basato sull'analisi minuziosa delle fonti storiche, questo libro è il risultato di una visione filosofica e morale unitaria: assumere lucidamente il proprio passato per rendere possibile l'avvenire.

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Invitaţie la drumeţie în România
a cura di Francesco Guida e Silvia Terzi, con la collaborazione di Elisabetta Pallottino
Roma TrE-Press, 2016

Il volume nasce come tentativo di trasmettere delle sensazioni vissute o rivissute da curatori e autori, ognuno per suo conto, nate da un viaggio reale (almeno uno) e da letture più o meno approfondite e professionali. L'approccio è multidisciplinare e il lettore troverà il saggio breve, la testimonianza, il racconto, la poesia e altro ancora. In comune tra tutte queste forme di espressione sono l'alta qualità e preparazione scientifica degli autori a prescindere dalla varietà dei contributi e della forma che a ognuno di essi è stata data. Le immagini svolgono un ruolo fondamentale, per trasmettere un’esperienza in misura quanto più completa possibile nel contesto di un divertimento che vorrebbe essere raffinato e intellettuale. Il volume dovrebbe essere solo il primo di una serie denominata, appunto, Invito al viaggio.

Scarica il volume in pdf.

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Mircea Eliade
Dayan e altri racconti
a cura di H. C. Cicortas, postfazione di S. Alexandrescu
Bietti, Milano, 2015 [collana l'Archeometro] pp. 200
ISBN: 9788882483302

Complotti, sparizioni, trame occulte… L'Europa della Cortina di Ferro si tinge di giallo: è in questo scenario che si muovono i protagonisti dei tre racconti di Mircea Eliade qui raccolti e pubblicati per la prima volta in Italia. Un universo ai confini della realtà nel quale circolano spie, si ordiscono congiure e niente sembra accadere per caso. Niente, nemmeno i fatti singolari che travolgono i personaggi delle indimenticabili pagine letterarie dell’autore di Un'altra giovinezza. Dall'equazione ultima di Einstein e Heisenberg a una passeggiata notturna che dura in realtà giorni e notti, dalla figura leggendaria dell'Ebreo Errante a misteriosi autoveicoli che scompaiono nel nulla. Tre narrazioni con sfumature magiche e misteriose, frutto del talento letterario di uno dei più grandi storici delle religioni del Novecento.

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Marta Petreu
L'apocalisse secondo Marta
cura e traduzione dal romeno di Roberto Merlo
Joker, Nov i Ligure, 2016, pp. 186
ISBN-13 978887536394-9

Nel panorama della cultura romena attuale, Marta Petreu (1955) è senza dubbio una figura di primo piano. Personalità culturale organica e complessa, docente e studiosa di filosofia romena, redattore di un importante mensile culturale, saggista e romanziera, Marta Petreu è e resta in primo luogo, intimamente ed essenzialmente, poeta, una delle più intense e autentiche voci poetiche romene degli ultimi decenni. Al centro della sua poetica si trova, bruciante e violento, il problema del male, la flagrante incongruenza tra la presenza innegabile e ineludibile del male nel mondo e l'assenza di azione in esso da parte di Dio, la cocente impossibilità di riconciliare l'esperienza della sofferenza fisica e psichica, il dolore materiale del corpo e lo spasimo intangibile dello spirito, con il dogma della natura misericordiosa e amorevole di un Padre che si dimostra al meglio assente e obliatore, al peggio crudele e capriccioso. Cronaca eretica e ribelle di un'Apocalisse che non è evento ma condizione, la sua poesia scabra e inclemente è un'incisione nella materia viva del corpo che mette a nudo, con feroce tenerezza, la carne pulsante del dolore e del desiderio.

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Radu Pavel Gheo
Buona notte, bambini!
traduzione di Mauro Barindi e Maria Luisa Lombardo
La Zisa, Palermo, 2016, pp. 528

Banato, 1986. Tre ragazzini, Cristina, Marius e Leopold, tentano di fuggire clandestinamente dalla Romania di Ceaușescu oltrepassando il confine con la Serbia, mentre il loro amico Paul deve rinunciare all'impresa, vittima forse dell’incidente della centrale di Černobyl. I tre amici vengono acciuffati dalle guardie di frontiera e ne patiscono drammaticamente le conseguenze, che lasceranno in loro un trauma indelebile. A partire da quell'episodio, vero nocciolo epico e generatore dei diversi fili narrativi che avviluppano la trama, tra salti spazio-temporali e reminiscenze del dorato passato dell'infanzia dei quattro amici, la storia si dipana in distinte direzioni geografiche e cronologiche (dalla Romania di Ceaușescu degli anni '80 a quella post-comunista fino agli Stati Uniti degli anni '90 e 2000), convergenti però sempre attorno ai rapporti che uniscono i quattro protagonisti, rapporti che si trasformano e si lacerano, ora in modo drammatico, ora per esaurimento affettivo, in un crescendo di coinvolgente forza romanzesca che farà centro nel cuore dei lettori.

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Giovanni Rotiroti
La passione del Reale.
Emil Cioran, Gherasim Luca, Paul Celan e l'evento rivoluzionario dell'amore
Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016, pp. 194

Questo libro racconta l’eredità inquietante e allo stesso tempo appassionata che Emil Cioran, Gherasim Luca e Paul Celan hanno lasciato al nuovo millennio a partire dalla loro opera scritta in Romania. Interrogarsi intorno al segreto inconfessabile che questi autori custodiscono – che incredibilmente li accomuna e, allo stesso tempo, li separa – significa far emergere dalle loro testimonianze di scrittura un passato problematico che essi hanno voluto considerare non tanto rimosso, quanto piuttosto disponibile per un nuovo rilancio, non appena si sono ritrovati, uno di fronte all'altro, sulla scena democratica dell'esilio a Parigi. I documenti testuali del periodo interbellico e immediatamente postbellico in Romania, presi in esame per questo lavoro e per lo più inediti, testimoniano la passione del Reale di un Secolo che ci siamo relativamente da poco lasciati alle spalle. Il cosiddetto "male" del Novecento, sotto il cono d'ombra dei totalitarismi ideologici, deve essere indagato non solo nel suo osceno e terroristico legame con la morte e il nulla, ma anche nel rapporto che intrattiene con l'ostinata passione per la vita, con l'indomabile passione di essere, di resistere e di amare.

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2015




Ruxandra Cesereanu
Venezia dalle vene viola. Lettere di una cortigiana
a cura di Giovanni Magliocco
Aracne, Roma, 2015, pp. 176

Libro delle "tentazioni e dell’ambiguità", Venezia dalle vene viola è un viaggio sotterraneo e notturno nei labirinti della città lagunare. È una ricerca che, costellata di riferimenti letterari, culturali e religiosi, espone, drammatizza, esacerba fino al parossismo l'incontro di genere e il destino della riunione dei desideri (maschili e femminili). In questo percorso interiore, Venezia rappresenta non tanto la città simbolica di San Marco, quanto un profumo archetipico, un'Atlantide rovesciata, incarnando un palinsesto dell'anima e dell'animus e il movente segreto di un incessante pellegrinaggio poetico verso la conoscenza del proprio corpo e del proprio spirito.

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Potere e immaginario politico in Europa. Radici storiche, modelli antropologici, rappresentazioni letterarie
a cura di Sorin Șipoș, Dan Octavian Cepraga, Giulia Ambrosi
«Transylvanian review» vol. XXIV, Supplement no. 2, 2015

Gli incontri scientifici tra storici e filologi, organizzati dalle Università di Oradea e di Padova (in collaborazione con l'Accademia Romena - Centro di studi transilvani e con l'Università di Stato di Chișinău) continuano con il presente volume dedicato ad una ricognizione ad ampio raggio sul tema del Potere all'interno dello spazio culturale europeo, studiato nelle sue differenti dimensioni e forme storiche e attraverso le sue rappresentazioni politiche, simboliche, antropologiche, letterarie.

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Ion Budai-Deleanu
Zingareide o l'accampamento degli zingari
introduzione, traduzione e note di Adriana Senatore
Cacucci, Bari, 2015, pp. 316
ISBN: 9788866114192

Viene qui presentata al lettore italiano la prima traduzione integrale del poema eroicomico Ţiganiada (Zingareide) di Ion Budai-Deleanu (1760-1820), uno tra i massimi esponenti della Scuola latina di Transilvania, la vivace corrente di pensiero che nella seconda metà del Settecento contribuì al rinnovamento della cultura filosofica, storica, filologica e linguistica, sostenne con coerenza la tesi della latinità del popolo romeno e operò per il risveglio e l'affermazione della coscienza nazionale.

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Ana Blandiana
La mia patria A4
traduzione di Mauro Barindi, introduzione di Dan Octavian Cepraga
Roma, Aracne Editrice, 2015, pp. 152
ISBN: 978-88-548-8281-2

Con questa ultima silloge di versi, già tradotti in spagnolo e inglese, Ana Blandiana (1942) si conferma ancora una volta come una delle voci liriche più alte della poesia romena contemporanea. In essa il metafisico e il simbolico s'intrecciano con il divino e il naturale - meditati con un senso di smarrimento e di mistero — in dosaggi di calibrata e ponderata finezza lirica che danno vita, in un linguaggio semplice e diretto, attuale, a composizioni di luminosa purezza, cariche di significati dalla folgorante magia espressiva. È questa la patria fatta di carta di Ana Blandiana, semplice ma universale, banale forse nelle sue candide e limitate dimensioni, ma smisuratamente spirituale per ciò che essa può contenere.

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Mircea Cartarescu
Abbacinante. Il corpo
a cura di Bruno Mazzoni
Voland, Roma, 2015, pp. 576
EAN 978-88-6243-173-6

Nel pieno incubo della Romania degli anni '50-'60, la storia di Vasile – il bambino senza ombra nella pittoresca Bucarest del XIX secolo – si fonde e si congiunge, come in un nastro di Möbius, con quella dell'autore stesso, Mircea, e con il ritratto poderoso di un'infanzia densa di figure, sogni, suggestioni, angosce. Dagli uomini-statua che popolano le viscere di una Amsterdam grottesca e stupefacente, agli artisti di un circo che trovano nello strabiliante Uomo Serpente un'incarnazione dell'anima meravigliosa dell'antica India, questo secondo volume della trilogia cominciata con Abbacinante. L'ala sinistra (Voland 2008) è una instancabile invenzione di creature, incubi, allucinazioni, alchimie, tratte in parte da una sconfinata realtà caleidoscopica, in parte da una fantasia intellettuale ed eversiva che è stata accostata spesso ad autori quali Kafka e Borges.

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Mircea Cartarescu
Il poema dell'acquaio
traduzione di Bruno Mazzoni
nottetempo, Roma, 2015, pp. 272
ISBN: 9788874525652

Il poema dell'acquaio è un'antologia che raccoglie poesie espressamente scelta dall'autore, a disegnare un movimentato “autoritratto”. Narrativa, ironica, fantastica, la poesia di Mircea Cărtărescu, sostenuta sul piano dello stile dalla mescolanza di registri e tecniche, dall'intertestualità e dall'inclusione di gerghi, linguaggi dei giornali o della televisione, trasfigura ogni più infimo e concreto dettaglio del reale in un elemento di un altro universo, dell'invisibile, del fantastico, del sogno, che diventa, grazie alla scrittura, più reale della miseria quotidiana. E ci fa scoprire tutta l'allucinante poesia contenuta nelle cose più trascurabili e comuni: il lavandino della cucina s'innamora d'una stella e lo confida ai barattoli di mostarda nella dispensa; la motocicletta parcheggiata accanto alla vetrina del negozio dove riparano televisori s'interroga sull'esistenza sotto la volta stellata; l'amore compare in tuta da sci, le biblioteche nazionali diventano chewing-gum.

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Dan Octavian Cepraga
Esperimenti italiani. Studi sull’italianismo romeno dell’Ottocento
Fiorini, Verona, 2015
ISBN: 978-88-96419-68-7

Nella storia lunga e sinuosa dei rapporti tra italiano e romeno, uno dei capitoli più importanti e gravidi di conseguenze è stato l'italianismo letterario di alcuni grandi scrittori romeni dell'Ottocento, come Ion Heliade Rădulescu o Gheorghe Asachi che, agli albori della letteratura romena moderna, hanno accolto e assimilato all'interno della propria lingua poetica una quantità straordinaria di elementi lessicali, stilistici e retorico-formali di origine italiana, frutto di intense pratiche di traduzione e di emulazione. L'italianismo letterario romeno segna, in questo modo, la fortuna postrema dell'italiano in Europa quale lingua della poesia e della letteratura, recuperando, a tappe forzate, processi e fenomeni che in Occidente si erano svolti nei secoli precedenti, a partire almeno dal Cinquecento.
Iniziando da Asachi e da Heliade e terminando con le elaborazioni formali di Mihai Eminescu, il presente volume ricostruisce, con particolare attenzione agli aspetti stilistici, le tappe della presenza italiana all'interno della lingua poetica romena, in un momento in cui la letteratura romena moderna muoveva i suoi primi passi, sperimentando i propri limiti e le proprie possibilità, guardando, per la prima volta, direttamente e intensamente in faccia le altre grandi lingue di cultura europee.

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Denisa Comanescu
Ritorno dall'esilio
traduzione di Mihail Banciu e Bruno Mazzoni
Transeuropa, Massa, 2015, pp. 150
ISBN: 9788898716265

La selezione di poesie è rappresentativa dell’evoluzione di Denisa Comanescu nel contesto della poesia europea degli ultimi decenni. Già tradotto in forma di volume in Spagna e Svezia, le poesie sono scritte in una voce distinta, con spiccata originalità, e riaffermano la dichiarazione poetica di una poetessa romena ben consolidata e raffinata.

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Florin Constantiniu
Storia della Romania
traduzione di Floarea Maria Pop e Fulvio del Fabbro
Rubbettino, SoveriaMannelli, 2015
ISBN: 9788849844344

La Storia della Romania (e implicitamente del popolo romeno), dall'antichità alle controverse vicende della "rivoluzione" del dicembre del 1989, è una sintesi scritta con la convinzione più volte espressa dall'autore che «i peccati di oggi sono, in tanti casi, i peccati di ieri, ripetuti, aggravati, proprio perché nascosti, taciuti dagli storici, per paura di essere biasimati per mancanza di patriottismo». Florin Costantiniu si è assunto l'impegno di prescindere dai dogmi, dai tabù, dalle distorsioni della divulgata storiografia "ufficiale" imposta dal regime precedente l'89, presentando una visione personale, non neutrale dal punto di vista identitario, tuttavia lontana da tentazioni nazionalistiche, «una visione dettata dal desiderio sincero di mostrare ciò che di positivo e negativo è accaduto nel divenire dei romeni come nazione e Stato». Lo storico romeno espone il succedersi degli eventi senza condizionamenti ideologici, strutturando la narrazione storica con l'analisi sia dei rapporti di forza tra gli Stati, sia quelli fra cittadini-sudditi e potere, presi in esame da diverse prospettive (giuridica, militare, religiosa culturale ed economica), ponendo in rilievo la questione agraria che ha attraversato tutto l'arco della storia romena.

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Mircea Eliade
Salazar e la rivoluzione in Portogallo
a cura di Horia Corneliu Cicortas, prefazione di Sorin Alexandrescu
Bietti, Milano, 2013, pp. 320
ISBN: 9788882482947

Lisbona, 1942. Da quasi un decennio il professor Salazar è dittatore del Portogallo. La sua è una «rivoluzione spirituale», scrive Mircea Eliade, atta a reintegrare il Paese nella propria tradizione, invertendo di segno le forze che ne hanno retto la storia degli ultimi secoli. Democratismo, liberalismo, massoneria: è contro queste correnti che si è scatenata la controrivoluzione salazariana, nella costruzione di uno Stato cattolico, lusitano e corporativo. La genesi e le sorti di questo pamphlet ne fanno un documento d'eccezione per comprendere la storia del XX secolo, in un'ottica che non pretenda di scindere luci e ombre del «secolo breve» [...]

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Octavian Paler
Abbiamo tempo per tutto
cura e traduzione dal romeno di Magda Arhip
Edizioni Joker, Novi Ligure, 2014, pp. 68
ISBN: 13 978887536354-3

Octavian Paler (1926-2007) è stato uno dei più noti e tra i più amati scrittori romeni degli ultimi tempi. Più noto come memorialista, saggista e prosatore che come poeta, Paler espone nella sua poesia una parola carica di eventi in cui vengono a raccogliersi suggestioni memoriali, segni culturali, allusioni sentimentali, che racchiudono l'ostinata ricerca di una forma mitica, di un'immagine appropriata che, oltre a rinviare a se stessa, riproduce l'idea, la raffigurazione di verità che il sacro tradizionalmente contiene. La poesia di Paler – che include nel suo essere il percorso da cui nasce – rinvia all'enigma tragico dell'apparenza, muore per poi rinascere nella silenziosa gestualità dell'origine. Essa spinge a guardare nel segreto mitico dell'origine, nella luce e nel buio dell'origine.

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Mihail Sadoveanu
La scure
traduzione di Marco Cugno
Atmosphere Libri, Roma, 2015, 166 pp
ISBN: 8865641444

Quando un giorno alle soglie dell'inverno, in un isolato villaggio di montagna nei Carpazi romeni, il pastore Nechifor Lipan tarda a rientrare da un banale viaggio d'affari senza dare notizie di sé, la moglie Vitoria cade preda di una cupa inquietudine. Quanto più l'assenza e il silenzio dell'uomo si prolungano, tanto più la donna si convince che gli sia accaduto qualcosa di brutto. Insoddisfatta sia delle rassicurazioni del prete sia dai responsi della strega del villaggio, e tormentata da un sogno foriero di funesti presagi, Vitoria decide di richiamare il figlio maggiore per cercare il marito. Per la tenace montanara, determinata ad affrontare un mondo a lei sconosciuto pur di scoprire la verità e compiere il suo dovere di moglie, e suo figlio, destinato controvoglia ad assumere il ruolo di capofamiglia, comincia allora un viaggio iniziatico e di scoperta che, ripercorrendo il tragitto compiuto dall'uomo, li porterà tra vicoli ciechi e aiuti inattesi a sciogliere l'enigma della scomparsa del marito e padre, e a ristabilire così il perduto ordine di un universo (quello della cultura popolare tradizionale romena) in cui, come diceva Nechifor Lipan, tutto ha "una regola e un segno".

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Tristan Tzara
Prime poesie
cura e traduzione dal romeno di Irma Carannante
Joker Edizioni, Novi Ligure, 2015, pp. 130
ISBN-13 978887536367-3

Quando l'avanguardista Saşa Pană nel 1934 propose a Tzara di intitolare la raccolta di versi romeni Poesie prima di Dada, l'autore contestò questo titolo perché «lascerebbe supporre una sorta di rottura nella mia persona poetica, se così mi posso esprimere, dovuta a qualcosa che si sarebbe prodotto al di fuori di me (lo scatenamento di una fede simil-mistica per così dire: dada), che, a dire il vero, non è mai esistita, perché ci fu continuità attraverso contraccolpi (a-coups) più o meno violenti e determinanti, se si vuole, ma comunque continuità e compenetrazione (entre-pénétration), legate al massimo grado a una necessità latente».
È come dire che il programma di riforma poetica di Tristan Tzara a Bucarest era solo in uno stato di necessità latente, cioè in uno stato di pura potenzialità che annunciava solo virtualmente quello che sarà poi riconosciuto come il segno caratteristico di Dada. In tal senso, queste poesie sono cronologicamente avant Dada, ma per Tzara questi componimenti avevano un valore e un carattere retroattivo, rispondevano cioè a un'esigenza soggettiva […].

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2014




BITTEL Adriana
Appuntamento a Parigi
traduzione e cura di Raffaella Tuan
Roma, Aracne Editrice, 2014, 120 pp.
ISBN: 978-88-548-7216-5

Appuntamento a Parigi, uscito in Romania nel 2001, contiene 11 racconti al femminile, in cui Adriana Bittel, importante scrittrice e critica letteraria, racconta storie e amori con una spiccata capacità di esplorare l'animo umano e analizzare le donne e le loro reazioni nel quotidiano, nelle banalità della vita reale. Donne che cucinano, che lavano, che piangono, che fanno compere, che amano, vivono sospese tra il mondo reale, in cui si sentono a disagio o a volte fuori posto, e il mondo di fantasia, sognatore o letterario che conoscono meglio della vita reale.

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CARAGIALE Mateiu Ion
I principi della Corte-Antica
traduzione di Mauro Barindi
Milano, Rediviva Edizioni, 2014, pp. 184.
ISBN: 9788897908159

Libro-culto per eccellenza della letteratura romena, Craii de Curtea-Veche di Mateiu I. Caragiale è uno scrigno narrativo ricolmo di gemme che rilucono di un profondo splendore letterario, un unicum nella storia letteraria romena che proprio per questa ragione rimane un'opera insuperata e insuperabile. Come tutti i capolavori degni di questo nome, la sua lettura non è facile, né immediatamente fruibile per la sua densità stilistica e linguistica, per la fitta rete di rimandi, di evocazioni, di sottili echi nella ragnatela in filigrana che lo scrittore ha intessuto nei quattro capitoli che compongo il romanzo cui lavorò assiduamente a partire dal 1910.

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Emil Cioran
Sulla Francia
cura e traduzione di Giovanni Rotiroti
Voland, Roma, 2014, pp. 112.
EAN 978-88-6243-164-4

Ritratto inedito della Francia scritto nel 1941 da Emil Cioran, filosofo, saggista e aforista tra i più importanti del XX secolo. Grande amante della cultura francese, l'autore romeno analizza con il suo stile inconfondibile le grandiosità e le meschinità di una nazione che lo affascina. Ne viene fuori un quadro al contempo feroce, lucido e pieno di ammirazione.

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Ion Vinea
Opale e rogo (Opal și Rug)
a cura di Geo Vasile
FaLvision Editore, Bari, 2014, 152 pp.
ISBN 8896931606

Antologia bilingue delle poesie di Ion Vinea (1895-1964), uno dei grandi esponenti del modernismo e dell'avanguardismo romeno del primo Novecento.

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Geo Vasile
Poesia romena. Sogno Suono Segno
Edizioni Il Foglio Letterario, Piombino (Livorno), 2014, 616 pp.
ISBN 9788876064920

Il volume offre una panoramica della poesia romena da Mihai Eminescu ai nostri giorni, attraverso schede critiche e bio-bibliografiche dedicate ad autori maggiori e minori. Lo completa, inoltre, un'ampia antologia bilingue.

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Valentina Negrițescu, Nicoleta Neșu
Grammatica d'uso della lingua romena. Teoria ed esercizi
Hoepli, Milano, 2014
ISBN 978-88-203-6003-0

Grazie alla chiara ed efficace spiegazione dei contenuti teorici, la Grammatica d'uso della lingua romena è un manuale di facile utilizzo, finalizzato a un uso corretto della lingua e all'acquisizione di una immediata competenza comunicativa per i livelli A1-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Il testo è articolato in 93 unità, ognuna delle quali presenta un singolo aspetto della grammatica romena, in un'ottica di progressione didattica; quando necessario allo stesso argomento sono dedicate più unità. Ogni unità è strutturata su doppia pagina: su quella di sinistra lo studente trova la spiegazione della regola, presentata in forma graficamente chiara e corredata di frasi d'esempio; sulla pagina di destra sono proposti esercizi di diversa tipologia sempre relativi ai contenuti grammaticali affrontati nella pagina a fianco. Ogni dieci unità, sono presenti esercizi di riepilogo utilizzati come strumento di controllo per la verifica dei progressi raggiunti. Completano il testo: una sezione di test di livello A2-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue e un'appendice con tabelle grammaticali riepilogative declinazione dei sostantivi, degli aggettivi e dei pronomi; coniugazione dei verbi regolari e irregolari nei diversi modi e tempi e con un elenco di falsi amici.

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Benjamin Fondane Fundoianu
Vedute. Poesie 1917-1923
a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante, note e traduzione dal romeno di Irma Carannante
Joker Edizioni, Novi Ligure, 2014
pp. 140, ISBN 13-978-88-7536-345-1

Benjamin Fundoianu-Fondane, poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, è uno dei più grandi scrittori europei della prima metà del XX secolo. Nato in Romania nel 1898, arrivò a Parigi nel 1923. Da allora in poi scrisse la sua opera solo in francese prima di essere orrendamente ucciso nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1944.
La poesia di Fundoianu non si riduce a essere una semplice veduta, pastello, scorcio di un paesaggio descrittivo realisticamente riconoscibile o oggettivamente identificabile. I suoi poemi sono aperti allo scambio, disposti ad accogliere l'alterità più inquietante di cui sono profonda- mente intrisi. Anche quando accennano alla noia profonda e alla crudeltà della malinconia “moldava”, queste poesie non corrono il rischio di chiudersi in sé stesse, perché il loro “soggetto” è fatto di immagini e di parola, e soprattutto perché questo “soggetto” parla quando vede, e risponde anche quando resta in silenzio. Il “soggetto” di Privelişti testimonia l'essere vedente, in cui si vede e si ascolta anche quando la struttura del mondo appare sorda e muta di fronte al reale desertico del disastro.

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Categorie europee. Rappresentazioni storiche e letterarie del 'politico'
edited by Sorin Șipoș, Federico Donatiello, Dan Octavian Cepraga, Aurel Chiriac
Romanian Academy - Center for Transylvanian Studies [ = «Transylvanian Review» vol. XXIII, Supplement no. 1, 2014]
pp. 319; ISSN 207-1016

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2013




Nina Cassian
C'è modo e modo di sparire – Poesie 1945-2007
a cura di Ottavio Fatica, trad. di Anita N. Bernacchia e Ottavio Fatica
Adelphi, Milano, 2013
pp. 301, ISBN 9788845928239

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Emil Cioran
Lettere al culmine della disperazione (1930-1934)
a cura di Giovanni Rotiroti, trad. di Marisa Salzillo, postfazione di Antonio Di Gennaro
Mimesis Edizioni, Sesto S. Giovanni (MI), 2013
pp. 98, ISBN 978-88-5751-641-7

Il volume costituisce un'antologia delle missive inviate da Emil Cioran, nel periodo 1930-1934, agli amici romeni Bucur Ţincu, Petre Comarnescu, Arşavir Acterian, Mircea Eliade, Nicolae Tatu. Ciò che maggiormente colpisce in queste prime lettere è la soggettività del giovane Cioran che si mostra e si ritrae misteriosamente nella lingua. In queste lettere è infatti ancora possibile osservare il processo di verità esposta sulla scena epistolare, e cogliere sul vivo l'attività performativa della parola. Le missive di Cioran, redatte al tempo della composizione e della pubblicazione del suo primo libro in Romania non hanno solamente una valenza storica e documentaria, ma sono lettere appassionate, aggressive oppure tenere, in cui il discorso privato e lo scritto di circostanza si accompagnano a un percorso di elaborazione filosofica e retorica, oltre che una ricerca di stile poetico. La posta in gioco per il Cioran di quegli anni è quella di scrivere al culmine della disperazione.

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Florin Manolescu
Il gatto e l'astronomo
racconti, trad. di Angela Tarantino
Mobydick, Faenza, 2013
pp. 96, ISBN 978-88-8178-514-8

Il signor Motaş, un gatto dotato di poteri magici, e Albert Jochemko, un astronomo appassionato di letteratura e cruciverba, sono i protagonisti dei cinque "incredibili" racconti dello scrittore rumeno Florin Manolescu, pubblicati per la prima volta in traduzione italiana. Le avventure della strana coppia hanno come scenario l'appartamento di Strada Argentina, che ben presto si rivela essere la trasposizione in terra rumena dell'appartamento di Baker Street, e come Sherlock Holmes e il suo fedele compagno Watson, Motaş e Albert si confrontano con enigmi e misteri all'apparenza indecifrabili. Sfruttando con eleganza e ironia tutti gli stratagemmi della finzione letteraria, Florin Manolescu invita il lettore a inoltrarsi nello spazio e nel tempo della Romania degli anni '70 e '80 del Novecento, quando la storia quotidiana sembrava essere scritta da un autentico autore di fantascienza.
I lettori italiani, infine, potranno apprezzare, grazie al signor Motaş, le piacevoli sorprese di una incredibile vacanza romana.

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Études romanes: hommages offerts à Florica Dimitrescu et Alexandru Niculescu
Vol. I , Vol. II, Coordonatori : Dan Octavian Cepraga, Coman Lupu, Lorenzo Renzi
Editura Universității din București, 2013
pp. 868, ISBN 978-606-16-0349-7

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«Terra aliena». L'esilio degli intellettuali europei
Atti del Colloquio internazionale, Padova - Venezia, 31 maggio – 2 giugno 2012, a cura di Dan Octavian Cepraga e Alexandra Vrânceanu Pagliardini
Editura Universității din București, 2013
pp. 269, ISBN 978-606-16-0403-6

Il volume raccoglie gli atti del Colloquio internazionale «Terra aliena». L'esilio degli intellettuali europei, tenutosi a Padova e a Venezia tra il 31 maggio e il 2 giugno del 2012. Nato dalla collaborazione tra studiosi dell'Università di Padova e delle Università di Bucarest, Venezia “Ca' Foscari”, Paris XII e Innsbruck, il convegno è stato realizzato con il sostegno del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell'Università di Padova e dell'Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia. Pensato come momento di incontro tra studiosi di diversa provenienza e nazionalità, il convegno ha offerto l'occasione per accostarsi al tema dell'esilio da una prospettiva comparata e all'interno di un orizzonte interpretativo che superasse i confini delle singole dimensioni nazionali. La categoria dell'esilio, o come diceva Iosif Brodskij, «la condizione che chiamiamo esilio», ha segnato profondamente la storia europea nel suo insieme, presentandosi, da sempre, sotto aspetti molteplici e spesso contraddittori, assumendo significati di volta in volta diversi. Dall'Antichità al Novecento, l'esilio è stato, infatti, non solo drammatica esperienza politica, dai risvolti biografici ed esistenziali, ma anche condizione spirituale e filosofica, in virtù della quale lo sradicamento e la ‘terra straniera' (la «terra aliena» dei celebri versi di Bernardo di Chartres) sono diventate le insegne ideali del chierico, la premessa dolorosa ma necessaria della sua libertà intellettuale. Al contempo, il dispatrio e l'erranza culturale hanno potuto, a volte, assumere il volto fecondo del «felix exilium», rappresentando, per il chierico medievale così come per lo scrittore dissidente del Novecento, la possibilità di ritrovare la propria identità e integrità, di accedere alla realizzazione di sé al di fuori di ogni ambiguità e compromesso con il Potere, in una ideale e utopica «patria delle lettere». Seguendo queste due direttive, i vari interventi presentati hanno cercato di ricostruire singoli momenti o dinamiche più vaste dell'esilio degli scrittori nel corso della storia europea, non solo mettendo in luce i modi in cui l'espatrio e la peregrinazione in terra straniera hanno condizionato tragicamente vite e destini, ma anche riflettendo sulle categorie concettuali che ne hanno determinato i significati culturali, politici e civili.

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2012




Colinde din Bihor
adunate din Voivozi și Cuzap de George Navrea
ediție și studiu introductiv de Sorin Șipoș și Dan Octavian Cepraga
Academia Română, Centrul de Studii Transilvane, Cluj-Napoca, 2012
pp. 127; ISBN 978-973-7784-86-5

Il volume offre una nuova edizione di una raccolta di colinde popolari romene della regione di Bihor, pubblicata nel 1913 nella rivista "Transilvania" di Sibiu e rimasta fino ad oggi sconosciuta. La raccolta è preceduta da due ampi saggi introduttivi, uno di argomento storico, realizzato da Sorin Sipoș, l'altro di argomento filologico ed etnografico, realizzato da Dan Octavian Cepraga. Il saggio di Sipoș ricostruisce la storia delle due località (Voivozi e Cuzap) in cui sono state raccolte le colinde, dalle prime attestazioni medievali fino all'epoca moderna, discutendo dati demografici e di storia religiosa. Il saggio di Cepraga discute, in prospettiva filologica e antropologica, i principali temi presenti nelle colinde della raccolta, soffermandosi in particolare sulla rielaborazione mitico-rituale di alcuni motivi cristiani, come quelli della Natività, dell'origine sacra del grano, del vino e dell'olio santo e quello del pianto di Adamo.

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Vasile Ernu
Gli ultimi eretici dell'Impero
Traduttore: Anita Natascia Bernacchia
HACCA Editore, Matelica, 2012
ISBN: 978-88-89920-78-7

«Quando il comunismo crollò, il paese sprofondò sotto un'immensa quantità di vodka».

Nel «Times» ho letto con stupore che un giornalista proponeva, quale strumento di lotta alla nostra eterna “transizione” e alle sofferenze di tale eterno “stordimento”, di bere sei bottiglie di Coca Cola. Lo ammetto, ho visto rimedi e varianti anche poco umani, o forse troppo umani, per contrastare questa condizione “politica”. Ma a soluzioni del genere ho reagito in maniera radicale: mi spiace, ma sono persuaso che l'organismo torturato del cittadino che abbia vissuto l'“alcolismo” del comunismo e viva oggi lo “stordimento” capitalista della transizione non possa sopportare un livello tanto elevato di ideologia in corpo. Un'overdose di ideologia può ucciderti. Tutto sommato nella vita ci sono cose che non si possono mischiare. VASILIJ ANDREEVIC

Vasile Ernu, scrittore e filosofo romeno della Bessarabia, è nato in URSS nel 1971. Si trasferisce in Romania dopo il 1991. Dopo una laurea e un master in filosofia, lavora come redattore presso le riviste «Philosophy&Stuff» e «arta+societate» e presso le case editrici Idea e Polirom. Oggi scrive su «România liber» e «HotNews» e sulle riviste culturali «Observator Cultural», «Noua literatură», «Suplimentul de cultură». Esordisce con ''Nato in URSS'' (Hacca 2010), che ottiene il Premio per il debutto dell'Unione degli Scrittori Romeni, il Premio per il debutto della rivista «România literara» e il Premio Book Pitch alla London Book Fair nel 2007. Il volume è stato tradotto in Spagna, Russia, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Georgia. ''Gli ultimi eretici dell'Impero'' è in pubblicazione in Russia. Ernu è coautore con Bogdan-Alexandru Stănescu di ''Quel che ci divide. Epistolario dal Hanul lui Manuc'' (Polirom 2010) e tra i curatori del volume ''L'illusione dell'anticomunismo. Letture critiche del Rapporto Tismăneanu'' (Cartier 2008). Nel 2012 ha pubblicato il volume di interviste ''L'intellighenzia russa oggi'' (Cartier). È tra i fondatori e coordinatori di «CriticAtac», influente gruppo di critica sociale, intellettuale e politica, e tra le firme di punta dell'omonima rivista. www.ernu.ro | www.criticatac.ro

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Mircea Cărtărescu
Nostalgia
A cura di Bruno Mazzoni
Voland Editore, Roma, 2012
ISBN 9788862431132

"Ho scritto alcune migliaia di pagine di letteratura: tutto in fumo. Trame narrate magistralmente, fantocci dai sorisi elettrizzati, ma come dire qualcosa, per quanto minima, in questa immensa convenzione dell'arte? Vorresti stravolgere il cuore del lettore, e lui cosa fa? Alle tre termina il tuo libro, e alle quattro comincia a leggerne un altro…"

Nuova edizione aggiornata con l'aggiunta di due racconti inediti in Italia. Uno straordinario inventario di sogni, incubi, ossessioni, paure che investono la vita dei protagonisti. E sullo sfondo Bucarest, città fiabesca e al contempo concreta, che si sviluppa in profondità, nei suoi sotterranei, nei passaggi segreti. Cinque raconti lunghi ( L'uomo della roulette, Il Mendebile, I Gemelli, REM, L'architetto) dallo stile potente ed evocativo che compongono un romanzo singolare, impossibile da dimenticare.

Nato a Bucarest nel 1956, Mircea Cărtărescu è considerato uno dei più interessanti autori dell'Est Europa, e sicuramente il più importante scrittore romeno contemporaneo. I suoi libri sono statoi tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Dello stesso autore Voland ha già pubblicato Travesti (2000), Abbacinante. L'ala sinistra (2007) e Perché amiamo le donne (2009). Con Nostalgia nel 2005 si è aggiudicato in prestigioso Premio Acerbi.

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Dumitru Ţepeneag
La belle Roumanie
Traduttore: Ileana M. Pop
Aìsara Editore, Cagliari, 2012
ISBN 9788861040984

Chi è veramente la donna bellissima che siede ogni giorno allo stesso tavolo di un bistrot parigino? Prostituta o spia? Misteriosa e camaleontica, "la belle Roumaine", impegnata in un triangolo amoroso, si muove tra la Francia, la Germania e la Romania all'indomani del crollo del Muro, in uno scenario che si fa sempre più contorto e sfocato.

Siamo tutti un po' attori, soprattutto quando ci troviamo all'estero. È come se avessimo un ruolo da interpretare, o una missione da compiere…

Nato a Bucarest nel 1937, Dumitru Ţepeneag è, negli anni Sessanta e Settanta, tra i capifila dell'onirismo, l'unica corrente letteraria ad opporsi al "realismo socialista" ufficiale. Privato della cittadinanza romena da Ceauşescu, durante il suo esilio parigino fonda e dirige i Cahiers de l'Est, e inizia a scrivere i suoi libri in francese. Soltanto con la caduta del Muro tornerà in patria e riprenderà ad utilizzare la lingua romena per scrivere le sue opere. Nel 2008 riceve il Premio Unione Latina di Letterature Romanze per l'eccellente qualità artistica dei suoi romanzi, saggi e memorie, ma anche per il suo impegno a favore della difesa delle forme letterarie e della libertà di espressione.

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Ruxandra Cesereanu
Coma
Traduttore Giovanni Magliocco
Aracne editore, Roma, 2012
ISBN 978-88-548-4737-8

Il volume COMA propone, nela traduzione italiana di Giovanni Magliocco, un'antologia dei versi più rappresentativi della poetessa Ruxandra Cesereanu. Voce tra le più originali e controverse della Romania post-ceaușista. Ruxandra Cesereanu disseppellisce, tramite una specifica tecnica poetica, i regni nascosti del corpo e della mente, i labirinti sommersi del magma psichico e con minuzia anatomica li cauterzza, li purifica, li esorcizza. La sua parola, bisturi che può ferire, ma anche redimere e guarire, si configura come una catarsi, mirando al "reincanto" di un mondo ormai demitizzato e desacralizzato.

"uno stato che compare quando non senti più nulla quando l'amore è una saliva di sangue cominci a imputridire ancora rovente come la scuoiatura di un cavallo in inverno eczema e prurito della morte molto prima del suo arrivo quando i suoi mesaggeri non sono trionfali e grandiosi ma trista miserabili e ignobili quando le parole sono gonfie o sgonfie epidermidi di linfa e sale coriandoli calpestati dopo il carnevale container di iodio per disinfettare i ponti tra una vita e l'altra vetrine fatte a pezzi dal colpo di un dio letale" da rigor mortis.

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Max Blecher
Accadimenti nell'irrealtà immediata
Traduzione Bruno Mazzoni
Keller editore, Trento, 2012
ISBN 978-88-89767-32-0

"Vedevo bene le persone intorno a me, vedevo bene l'inutilità e la noia con cui consumavano le loro vite, le giovani ragazze nei giardini che ridevano stupidamente; i commercianti dagli sguardi scaltri e arroganti: il bisogno teatrale di mio padre di interpretare la parte del padre; la tremenda stanchezza dei mendicanti assopiti in miserabili cantoni; tutto questo si confondeva in un aspetto generico e banale, come se il mondo, così com'era, attendesse da molto tempo dentro di me, e io, giorno dopo giorno, non facessi che verificare il suo contenuto invecchiato in me".

Ciò che rende lo sguardo di Blecher così penetrante, è l eroticità che risiede e langue in ogni cosa. Herta Müller

E una visione, quella del matto che giace sopito in ogniuno. Sono i ricordi ora esatti ora creati, di chi cerca i propri contorni. Con una scrittura fine, delicata, precisa e allo stesso tempo viscerale, Blecher ci regala lo scontro tra i limiti di un mondo che non ha il potere di cambiare se stesso nemmeno di un po' e le infinite e dolorose potenzialità di una mente che nelle momentanee irrealtà è costretta a trovare la propria casa. Dimenticata durante il periodo comunista, la figura di Max Blecher è tornata luminosa dopo il 1989 con edizioni e traduzioni in numerose lingue e presso prestigiosi editori in Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Francia. Accadimenti nell'irrealtà immediata, primo sul libro edito in Italia, è il racconto intimo ed inquietante di un'adolescenza caratterizzata da frequenti "crisi di irrealtà", dal disagio fisico e sociale e dalla scoperta della sessualità.

Blecher è stato spesso paragonato a Franz Kafka, Bruno Schulz, Thomas Mann e ci ha lasciato una produzione letteraria eccelsa nonostante una vita sofferta e stroncata precocemente – a soli ventinove anni - a soli ventinove anni - dalla tubercolosi spinale.

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Doina Ruști
L'omino rosso
Traduzione di Roberto Merlo
Nikita Editore, Firenze, 2012
ISBN 978-88-95812-25-0

Una donna e due strani personaggi, un omino saggio, simpatico e bello anche se molto piccolo, che però è meglio non contraddire e un ragazzo solitario e introverso, esperto di informatica. Laura Iosa, quarant'anni, vive da sola a Bucarest. Cinica e ormai disillusa dalla vita, dall'amore, dal governo e dalle case editrici, cerca di arrivare a fine mese tra lavori improvvisati e letteratura. Scrive la sua storia su un social network. Nella sua vita appare improvvisamente l'omino rosso che darà una drastica svolta alla sua esistenza, facendola precipitare in un Paese delle Meraviglie virtuale e allucinante, in una continua ricerca di quell'amore che non trova concretezza. Ma l'omino rosso che le sta accanto e che riunisce in sé tutte le conoscenze, le farà conoscere l'amore. Sullo sfondo una Bucarest teatro di miseria e contraddizioni, una città amara, ma anche magica e capace di offrire una possibilità di speranza e di cambiamento. Doina Ruști ci offre una storia coinvolgente parlandoci dell'amore e della sofferenza con ironia e leggerezza.

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Matei Vişniec
La storia del comunismo raccontata ai malati di mente e altri testi teatrali
a cura di Emilia David
Traduzione di Pascale Aiguier, Davide Piludu, Giuseppa Salidu
Editoria&Spettacolo, Roma, 2012
ISBN 978-88-97276-20-3

I temi della scrittura drammaturgica e della letteratura di Matei Vişniec vengono a coincidere con un'incisiva esplorazione della condizione umana odierna, indicandone la progressiva ridefinizione. L'autore professa una personale ‘resistenza culturale', rivolta contro le conseguenze più alienanti, a livello individuale, del proliferare incontrollabile di fantasmi e miti che intridono la società di massa: consumismo economico e informazionale, appiattimento mentale, irrazionalità e irresponsabilità sociale. Le finalità dell'arte e del suo teatro innovativo e postmoderno si intrecciano con le problematiche civili e antropologiche del mondo contemporaneo.

La migliore conoscenza dell'opera drammaturgica di Matei Vişniec, mediata dalla lettura dei testi proposti nel presente volume, consentirà dunque a teatranti e studiosi l'accesso più diretto ad approcci significativi, testuali e scenici, che si caratterizzano, grazie anche alla competenza registica dell'autore, per il sincretismo di pratiche creative e di forme di discorso inter- e meta-testuali/teatrali, per un'eclettica declinazione dei livelli stilistici in accezione prettamente linguistica, infine, per un'estesa tipologia di sottogeneri scenici (teatro monologico, teatro di voci, di cori, teatro-performance, varietà del teatro di narrazione e teatro del culture-club), e insieme costituiscono il profilo di un drammaturgo pienamente affermato in Francia, in Romania e altrove, attento agli approdi del nuovo linguaggio teatrale postnovecentesco, postdrammatico e postmoderno.

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Herta Muller


Herta Müller
Essere o non essere Ion?
Traduzione di Bruno Mazzoni
Transeuropa, Roma, 2012
Collana di poesia <<NUOVA POETICA>>
ISBN 978-887580181-6

Essere o non essere Ion è la prima opera che il premio Nobel Herta Müller ha scritto in romeno: un testo geniale che mescola prosa, poesia e arte visiva, un caleidoscopio di parole e immagini che riesce a unire una raffinatezza stilistica elevatissima e un'immediatezza giocosa e surreale che parla al bambino che è in tutti i lettori. Un gioiello letterario e visivo che, utilizzando ritagli di riviste e giornali, fa affiorare in superficie la lingua romena che è sempre stata presente nella scrittura della Müller, seppur nascosta dentro la sua lingua madre, il tedesco. Herta Müller gioca con le parole, con quella lingua amata e odiata, la lingua della dittatura di Ceausescu che l'ha costretta all'esilio. E mentre prende il controllo artistico della lingua usata per interrogarla, mentre la interroga a sua volta, trova un modo nuovo per continuare il suo percorso letterario, per scandagliare i traumi, biografici o storici che siano, attraverso la scrittura, attraverso la scomposizione e ricomposizione delle parole. Per ritrovare forse, nel gioco, un senso.

"Sì, dentro e fuori:
per la prima volta, parrebbe,
la vita è a posto.
è avviata
è lubrificata sgangherata
è rubata giù in strada
equivocata
è resa bicicletta
ci spiace, non è in prestito."

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Niculescu Peregrinari


Giuseppe Stabile
Valacchi e valacchie nella letteratura francese medievale
Edizioni Nuova Cultura, 2012
ISSN 2039-8484

Le attestazioni dell'etnonimo "Valacco" e del corrispondente toponimo "Valacchia" in fonti medievali sono, con ogni probabilità, la principale testimonianza rimastaci della sopravvivenza di una romanità sud-est europea (balcanica e danubiana) dopo l'età antica, almeno fino agli albori dell'età moderna. Non è un caso che soltanto nelle fonti antico e medio-francesi, secc. XI-XV, tali attestazioni si registrino con una frequenza paragonabile alle fonti medio-latine, ma anche bizantine e slave ecclesiastiche, dato il ruolo di tramite che per tutto il Medioevo e oltre la Francia, la sua lingua e la sua letteratura hanno ricoperto tra l'Europa e il suo perennemente vulnerabile e semi-incognito Limes orientale. Di questa liminarità affascinante e paurosa ma ben presente nell'immaginario medievale europeo, i Valacchi, prima come alleati dei "Saraceni" o "Saraceni" essi stessi, poi addirittura come difensori della Cristianità, costituiscono una delle ipostasi più significative eppure più complesse e sfuggenti. Lungi dal voler fornire risposte conclusive, il presente libro offre una panoramica delle principali questioni tuttora aperte sui Valacchi e raccoglie per la prima volta, in un repertorio, tutti i luoghi della letteratura francese antica e media attestanti i Valacchi e le Valacchie, i paesi che di questa romanità occultata ma forse mai del tutto dimenticata, conservarono il nome.

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Niculescu Peregrinari


Cristian Preda, Sorina Soare
Democratizzazione in Romania
Regime, partiti e sistema di partiti
Casa editrice: ARACNE
ISBN 978-88-548-4556-5

La costruzione della democrazia nell'Europa centrale ed orientale è il risultato di una combinazione variabile di fattori interni ed esterni la cui intensità differisce da un Paese all'altro. La sfida della democratizzazione nella regione è resa più difficile dall'assenza di una vera tradizione democratica di riferimento. Tale difficoltà è ancora più complessa tenendo conto delle eredità della “democrazia mimata” nella Romania precomunista, ma anche delle caratteristiche di un regime comunista fortemente personalizzato. A più di vent'anni dalla caduta del regime Ceausescu, la Romania vanta lo statuto di Membro dell'Unione europea dal 2007. Si può per questo pensare ad un'uscita simbolica dal tunnel della transizione e, conseguentemente, ad un reale consolidamento democratico? A partire da questa domanda il volume si propone di esplorare in una prospettiva cronologica allargata e in permanente riferimento alle esperienze delle altre nuove democrazie dell'Est le trasformazioni del regime politico rumeno dal 1989 ad oggi attraverso i cambiamenti istituzionali e lo sviluppo del multipartitismo.

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2011

La Casta Dei Suicidi


Lucian Dan Teodorovici
La casta dei suicidi
Traduttore: Ileana M. Pop
Aìsara Editore , Cagliari, 2011
ISBN 9788861040694

Una combriccola di suicidi seriali, ciascuno alla ricerca di un assurdo modo per togliersi la vita: quello che ogni mattina sale sul davanzale della finestra in attesa dell'impulso, il teologo pentito, l'amante attempata... Quando sembra che la loro routine debba continuare all'infinito, a sconvolgerla arriva un "professionista", che ha fatto del suicido un vero lavoro. A metà fra l'ironico e il disperato, La casta dei suicidi trascina il lettore in una giostra di eventi surreali.

"e che me ne frega a me che sia un suicida se però è pazzo? I pazzi si uccidono per incoscienza. E l'incoscienza annulla il fascino di qualunque suicidio. Come si può ammirare un pazzo, sapendo che non si rende conto dell'atto straordinario che sta compiendo quando si butta dalla finestra, mette la testa sui binari del treno o si lascia cadere di peso nel cappio avvolto intorno al collo"

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International Yearbook of Futurism Studies


International Yearbook of Futurism Studies
Ed. By Berghaus, Gunter
Vol 1, 2011
Special issue: Futurism in Eastern and Central Europe
De Gruyter, Berlin, 2011
ISBN 978-3-11-023776-4
ISSN 2192-0281

  1. Günter Berghaus, Aims and Functions of the International Yearbook of Futurism Studies
  2. Giorgio Di Genova, The Centenary of Futurism: Lame Duck or Political Revisionism?
  3. Antonio Saccoccio, WE MUST KILL FUTURISM! Net.Futurist Manifesto, 20 February 2009
  4. Chris Michaelides, FUTURISM 2009: Critical Reflections on the Centenary Year
  5. Sonia de Puineuf, Quicksands of Typography: The Futurist Experience in Central Europe during the 1920s
  6. Przemysław Strożek, "Marinetti is foreign to us": Polish responses to Italian Futurism, 1917-1923
  7. András Kappanyos, The Reception of Futurism in Nyugat and in the Kassák Circle of Activists
  8. Marina Dmitrieva, "A spectre is haunting Europe – the spectre of Futurism": The Ukrainian Panfuturists and Their Artistic
  9. Ilona Gwóźdź-Szewczenko, Futurism: The Hidden Face of the Czech Avant-garde
  10. Emilia David Drogoreanu, Aesthetic Affinities and Political Divergences between Italian and Romanian Futurism
    In the period 1909−1930, Romanian avant-garde literature was heavily influenced by Italian Futurism and responded to the Italian movement in a complex process of adaptation and critical reflection. This paper discusses Marinetti's relations with the Romanian literary world after 1905 and examines a number of Futurist texts that appeared in the Romanian national press after 1909. The second part focuses on the development of an avant-garde literature in Romania after 1924 and shows how a variety of modernist trends were synthesized in an “Integralist” aesthetics. The third section analyses the reception Marinetti was given when he visited Bucharest in 1930.
  11. Irina Subotić, Zenitism / Futurism: Similarities and Differences
  12. Aija Brasliņa, Latvian Modernists in Berlin and Rome in the 1920s: Encounters with secondo futurismo
  13. Marijan Dović, Anton Podbevšek, Futurism, and Slovenian Interwar Avant-garde Literature
  14. Maria Elena Versari, Enlisting and Updating: Ruggero Vasari and the Shifting Coordinates of Futurism in Eastern and Central Europe
  15. Bela Tsipuria, H2SO4: The Futurist Experience in Georgia
  16. Irina Genova, The Hybrid Artistic Identity: Nicolay Diulgheroff and the Second Phase of the Italian Futurist Movement
  17. Ilona Fried, Marinetti's Visits to Budapest, 1931, 1932 and 1933: Archival Documents and the Memoirs of Margit Gáspár
  18. Günter Berghaus, Conferences Held on the Occasion of the Centenary of Futurism, 2009
  19. Günter Berghaus, A Bibliography of Publications Commemorating 100 Years of Futurism

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Norman Manea


I verbi romeni
Valentina Negritescu e Davide Arrigoni

Hoepli, Milano, 2011
ISBN: 978-88-203-4796-3

Il volume offre una descrizione chiara e dettagliata del verbo romeno e si propone come agile strumento di consultazione complementare al dizionario e alla grammatica. Il testo si articola in 3 sezioni:

  • la classificazione del verbo romeno, la formazione dei modi e dei tempi e il loro uso;
  • le coniugazioni con le tabelle che presentano la flessione completa dei verbi ausiliari, i modelli per la diatesi pronominale e passiva e, per la diatesi attiva, i modelli dei verbi delle quattro coniugazioni secondo una suddivisione in forme regolari, forme soggette a una o più alternanze, forme irregolari e altre particolarità;
  • le appendici con l'elenco alfabetico dei verbi romeni più usati, le liste dei principali verbi difettivi, unipersonali, impersonali, con il participio passato irregolare e l'elenco delle principali reggenze verbali analizzate in rapporto ai traducenti italiani.

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Norman Manea


Norman Manea
Il Rifugio magico
Traduzione di Marco Cugno
Il Saggiatore, Milano, 2011
ISBN 978-884281665-2

In una New York vicina all'11 settembre, Augustin Gora, professore romeno esule da tempo, deve confrontarsi con l'inattesa comparsa dell'ex moglie Lu e del compagno Peter Gaspar, figlio di ebrei comunisti sopravvissuti ad Auschwitz. L'incontro fa riaffiorare i ricordi delle dolorose esperienze vissute in patria, sotto il nazismo e il comunismo. Per sfuggire ai fantasmi del passato che tornano a minacciare il presente, a Gora non resta che ritirarsi tra i suoi libri, unico rifugio possibile. Norman Manea riprende in questo romanzo i temi a lui più vicini - l'Olocausto, la dittatura e l'esilio - dando vita, attraverso un raffinatissimo intreccio letterario, a una struggente meditazione sulla morte, la sofferenza e la solitudine. Un naufragio della memoria nei peggiori incubi del Novecento. Allo stesso tempo, un grande atto di fede e d'amore verso le capacità salvifiche della scrittura e della letteratura.

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Niculescu Peregrinari


Textus Testis. Documentary Value and Literary Dimension of the Historical Text
edited by Sorin Șipoș, Dan Octavian Cepraga, Ioan-Aurel Pop («Transylvanian Review», Vol. XX, Supplement No. 3, 2011).

Contents

  • Editors' Note
  • History and Political Imagery
    • Ioan-Aurel Pop, La Santa Sede, Venezia e la Valacchia nella crociata antiottomana di fine Quattrocento
    • Florin Sfrengeu, Historiography and Archaeology: Information Collected from Anonymus' Gesta Hungarorum on the Duchy of Menumorut and on the Archaeological Research at Biharea
    • Tiberiu Ciobanu,The Mediaeval History of Banat as Reflected in Monographs Compiled During the First Half of the Twentieth Century
    • Alvise Andreose, Forme e funzioni dell'autodiegesi nella Relatio di Odorico da Pordenone
    • Dana Pantea, The Image of England and the English in Ion Codru Drăgușanu's Transylvanian Pilgrim
    • Alina Stoica, The Diplomat Martinho de Brederode and the Romanian-Portuguese Cultural Relations
    • Sorin Șipoș, The Security, Silviu Dragomir and the Notes in His Surveillance File (1957-1962)
    • Gabriel Moisa, Text and Subtext in Communist Romania: “Thematic Framework for County Museums of History” (1985)
    • Alina Pavelescu, Le PCR et le culte de Nicolae Ceauºescu – un cas de substitution Ioan Horga, George Anglițoiu, National Memoryand European Integration
  • Literature and Memory
    • Barbu Ștefănescu, Holograph Notes on Church Books – the Power of Information on Rural World Sensitivity
    • Mircea Brie, Parish registers of civil status in Transylvania in the second half of the nineteenth century. Documentary signification
    • Dan Octavian Cepraga, Edipo in Transilvania: tracce del folklore romeno nel Novecento italiano
    • Lorenzo Renzi, L'epopea tragica dei Sassoni di Transilvania nei romanzi di Dieter Schlesak
    • Ștefan Damian, Frammenti di un carteggio inedito: Alexandru Marcu – Giandomenico Serra
    • Alvaro Barbieri, Marian Papahagi e la romanistica: la tesi di laurea con Aurelio Roncaglia
    • Zeno L. Verlato, Carcere, letteratura, verità

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Niculescu Peregrinari


Giovanni Rotiroti
Il segreto interdetto. Eliade, Cioran e Ionesco sulla scena comunitaria dell'esilio

Editore: ETS
FILOSOFIA OCCIDENTALE MODERNA
Collana Philosophica , Nr. 84
ISBN 987-88-6611-038-5

Da leggersi quasi più come un romanzo che come una ricostruzione storica, il presente studio propone un confronto faccia a faccia tra Mircea Eliade, Emil Cioran e Eugène Ionesco a partire dall'orizzonte associativo di Criterion. Questo irripetibile trio, pur nelle differenze, ha un'origine comune, la Romania, il luogo geografico, storico e intellettuale che ha segnato un vero incontro, un primo reale contatto per molti versi fatale e dagli esiti imprevedibili che ancora oggi deve essere degnamente valutato nella sua complessità. Tale evento ha determinato per alcuni versi anche il destino della loro opera futura, più famosa e conosciuta all'estero, nelle terre dell'esilio. È un libro sulla condizione umana. I temi affrontati seguono i fili del legame comunitario attorno al reale del "malinteso" politico, attraversano la difficile questione del perdono, l'inestricabile rapporto dell'etica con la responsabilità, il lavoro infinito del lutto, la questione dell'amore e della follia in un inedito scenario del segreto condiviso.

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Cecilia Ştefănescu
Relazioni morbose
Traduzione di Anita Natascia Bernacchia
e Maria Luisa Lombardo

Nikita Editore, Firenze, 2011
ISBN: 978-88-95812-10-6

Bucarest, anni Novanta, una città polverosa dove ogni angolo rivela la povertà del passato e il fermento di una Romania dopo Ceaușescu. Kiki ha diciotto anni e già e una perfetta seduttrice. I ricordi e fantasmi della sua adolescenza, narrati al modo di un diario, raccontano di lei e di Alexandra, dell'attrazione morbosa, del loro rapporto totalizzante e ossessivo. Kiki vuole che Alex sia sua per sempre, ma Alex e una ragazza di provincia e suo invece e il sogno borghese del matrimonio e della famiglia. Le due ragazze vivono insieme, il loro rapporto e interrotto solo per brevi momenti, e solo da amori fugaci (rigorosamente con uomini) che hanno l'unico effetto di riavvicinare l'una all'altra. Separazioni e riconciliazioni sono il leit motiv della loro storia, una storia sempre più radicale e ossessiva che ci racconta una parte nascosta della Romania di oggi.

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Florin Lăzărescu
Il nostro inviato speciale
Traduzione di Ileana M. Pop

Nikita Editore, Firenze, 2011
ISBN 978-88-95812-01-4

Chi pensa che il titolo di questo romanzo ci racconti solo di un giallo intorno alla
storia di un giornalista a caccia di notizie si stupirà, e molto, durante la lettura.

Florin Lăzărescu è una voce nuova nella letteratura romena contemporanea che con una grande verve comica e parodistica ci racconta il mondo romeno post comunista e con ironia intelligente dissacra il sensazionalismo della stampa, la politica e il terrorismo. Antonie, il distratto inviato speciale di un giornale locale e il terrorista Mohammad, che si vuole vendicare "dei porci occidentali" responsabili della morte del padre, si incontrano per caso al funerale di un noto giornalista. Entrambi sono a caccia del Presidente della Romania (che ha assicurato la sua presenza a quest'evento), il primo per estorcergli un'intervista, il secondo per ucciderlo. E per un fraintendimento che Antonie viene sospettato di essere un attentatore, viene pestato e finisce in ospedale. Antonie affronta un viaggio in cui ripercorre la propria peculiare esistenza, incontra personaggi biblici, ma e costretto a tornare nella sua realtà per affrontare fino in fondo la sua vita. E cosi Antonie si racconta a un singolare compagno di ospedale, compagno che diventerà la sua ragione per calarsi di nuovo nel mondo e confrontarsi con crudeltà, grettezza e mancanza di scrupoli. Il tutto raccontato con umorismo raffinato.

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Nora Iuga
La sessantenne e il giovane
Traduzione di Ileana M. Pop

Nikita Editore, Firenze, 2011
ISBN: 978-88-95812-02-1

Anna è una famosa poetessa sessantenne, vive a Bucarest, ha un gatto e tanti ricordi.
Lui e un giovane scrittore emergente. Una mattina si presenta alla porta di Anna, lei lo fa entrare. E non vorrebbe mai più farlo andare via. Quest'uomo, venuto a conoscere la sua poetessa preferita, le riempie la giornata, colma la sua solitudine. Le fa sognare di quando era bella e tanto amata e in lei riaffiora tutta la sensualità. Come una Sherazade del ventunesimo secolo, Anna intreccia racconti uno dopo l'altro, storie del suo passato, della letteratura, dei letterati e delle loro vite amorose, della dittatura romena, della sua amica Terry… Le sue parole gonfie di erotismo e di desiderio tessono il filo infinito della seduzione. Intensa quanto consapevole e spiritosa. "Racconto la mia vita seguendo le immagini in successione e mi accorgo che non esiste un solo ricordo che non abbia sullo sfondo un motivo sessuale".

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Interpretazioni del documento storico


Interpretazioni del documento storico. Valore documentario e dimensioni letterarie
a cura di Dan Octavian Cepraga e Sorin Şipoş; con una prefazione di Lorenzo Renzi, Editura Universității din Oradea
Oradea 2010.

ISBN: 978-606-10-0244-3

Indice:

LORENZO RENZI, Parole introduttive

I. Testi e fonti
ALVARO BARBIERI, Ideologia e persuasione: la parola dei capi in Geoffroy de Villehardouin;
FLORIN SFRENGEU, Istoriografie şi arheologie: informaţii din Gesta Hungarorum a lui Anonymus privind ducatul lui Menumorut şi cercetările arheologice de la Biharea;
DAN OCTAVIAN CEPRAGA, Storia, retorica e linguaggio del patriottismo: la battaglia di Călugăreni in Românii supt Mihai-Voievod Viteazul di Nicolae Bălcescu;
SORIN ŞIPOŞ, Silviu Dragomir e la Securitate: le note informative del dossier di pedinamento (1957-1962)

II. Metodi e letture
ALVISE ANDREOSE, Dalla voce alla scrittura: problemi di transcodificazione nella stesura della Relatio di Odorico da Pordenone;
BARBU ŞTEFĂNESCU, Însemnările olografe de pe cărţile bisericeşti - puterea de informare asupra sensibilităţii lumii rurale;
MIRCEA BRIE, Registrele parohiale de stare civilă din Transilvania în a doua jumătate a secolului al XIX-lea. Semnificaţie documentară;

III. Concetti
ROBERTO SCAGNO, Le nozioni di românism e suflet românesc nella cultura romena tra le due guerre mondiali e le loro derivazioni postbelliche;
ANTONIO V. FAUR, Consideraţii în legătură cu termenii de bandiţi, duşmani şi terorişti utilizaţi de autorităţile comuniste împotriva adversarilor politici (1947-1950)

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Gherasim Luca
L'inventore dell'amore
a cura e traduzione di Giovanni Rotiroti

Barbès Editore, Firenze, 2011
ISBN: 978-88-6294-225-6

L'Inventore dell'Amore è il precipitato teorico del Primo Manifesto Non-Edipico di Gherasim Luca, fino ad oggi perso. Ed è un testo attraversato da un'implacabile dialettica demoniaca che è spinta da una terribile passione per il sacrilegio. Nel momento in cui il surrealismo romeno si stava riorganizzando a Bucarest, dopo un lungo e terribile periodo di forzato silenzio, Gherasim Luca dichiara a Sarane Alexandrian, in una lettera del 29 giugno 1947, che "l'Amore è stato inventato nel 1945". Con testo originale romeno.

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Il Romanzo rumeno contemporaneo (1989-2010).Teorie e proposte di lettura
a cura di Nicoleta Neșu
edizione italiana di Angela Tarantino
premessa di Luisa Valmarin
Bagatto Libri,Roma,2011
ISBN: 9 7888 78 06 18 28

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Antonio Di Gennaro
Metafisica dell'addio. Studi su Emil Cioran

Edizioni Aracne, Roma,2011
ISBN: 978-88-548-3916-8

Il volume propone una rilettura del pensiero tragico di E. Cioran (1911-1995), attraverso i temi delle lacrime, della preghiera, della scrittura.

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2010

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Giovanni Rotiroti
Il piacere di leggere Urmuz. Indagini psicanalitiche sui fantasmi letterari delle Pagine Bizzarre

Napoli, 2010
ISBN 978-8895044-76-7

"Urmuz fu trovato morto, nel 1923, all'età di quarant'anni, in un giardino pubblico. Non aveva fornito alcuna ragione del suo suicidio. E niente poteva essere segnalato di singolare nella sua condotta, al di là della folle passione per la musica. [...] Urmuz è veramente uno dei precursori della rivolta letteraria universale, uno dei profeti della dislocazione delle forme sociali, di pensiero e di linguaggio di questo mondo che, oggi, sotto i nostri occhi si disgrega, assurdo come gli eroi del nostro autore" (Ionesco). Scrivere sotto il segno di Urmuz significava in generale per Ionesco, Tristan Tzara, Paul Celan, Gherasim Luca, per gli scrittori avanguardisti e sperimentalisti, un vero e proprio atto di resistenza politica contro l'avanzare della destra reazionaria e xenofoba in Romania. Urmuz è lo schibboleth delle avanguardie letterarie romene, è impiegato come un lasciapassare, come una lente attraverso cui vengono letti gli accadimenti storici in maniera cifrata e allusiva. Urmuz è il segno della lingua franca, fornisce l'alfabeto dell'idioma comune rivoluzionario. Scrivere sotto il segno di Urmuz, tradurre Urmuz, parodiare Urmuz significava, più o meno esplicitamente, realizzare un vero e proprio atto politico contro il dilagare del pensiero totalitario e liberticida.

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Geografia e storia della civiltà letteraria romena nel contesto europeo, Tomo II, a cura di Bruno Mazzoni e Angela Tarantino
Edizioni PLUS - Pisa University Press, Pisa
ISBN 88-8492-763-7

Premessa (doc)

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Gabriela Adamesteanu
L'incontro
, traduzione di Roberto Merlo
nottetempo, Roma, 2010
ISBN: 978-88-7452-270-5

E' l'agosto del 1986 e all'aeroporto di Bucarest un drappello di lontani parenti, profittatori e scagnozzi del regime di Ceausescu attende, con i vestiti buoni e un'ossessiva curiosità, l'arrivo di Traian Manu. Fuggito dalla Romania quarant'anni prima, l'esule è ora cittadino italiano e professore di biologia, ed è stato invitato nel suo ex paese con il pretesto di una serie di conferenze, in realtà per essere passato al vaglio dal regime. Traian ama l'Odissea, che recita a memoria, ma diffida della sua Itaca, di cui conosce i vizi e intuisce i pericoli. Sballottato tra spie del regime, burocrati dell'apparato, cugini che fanno il doppio gioco, adulatori e conoscenti in coda per una raccomandazione o un aiuto dal "Fuori", Traian lo "straniero" non capisce più niente del paese dove è nato, della situazione che lo circonda e del senso del suo viaggio. E le uniche due persone che vorrebbe ancora rivedere non possono in realtà abitare che i suoi incubi o i suoi sogni. Con un senso gogoliano e irriverente della deformazione, la penna tagliente della narratrice scava nelle miserie e nelle illusioni dei suoi personaggi e costruisce l'immagine di un mondo che gira a vuoto, tra ricerche intrecciate e tutte fallite.

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Paul Goma
Nel sonno non siamo profughi
, traduzione dal romeno di Davide Zaffi
Keller editore, Rovereto, 2010

Cosa significa essere bambino in uno sperduto villaggio nell'estrema Europa orientale poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale? E come può cambiare il mondo quando la propria veranda diventa il luogo dove sembrano giocarsi i destini del mondo? Il piccolo Goma, figlio di due maestri del piccolo paesino di Mana, racconta ciò che vede, i giorni di un'infanzia vissuta negli anni e durante gli accadimenti centrali della storia del Novecento. La sua terra infatti, la Bessarabia, si trova involontariamente al centro di una serie infinita di eventi tragici, passando di mano tra Russia, Moldova e Romania. Ai giochi e agli insegnamenti dei genitori, si alternano quindi le offensive e controffensive militari, l'oppressione delle ideologie, la deportazione del padre in un campo di lavoro, i sospetti, la fuga, l'esilio.

Ma come d'incanto tutto questo passa quasi in secondo piano lasciando spazio allo sguardo e alle esperienze di un bambino attento, smaliziato e felice, che scopre la vita, i primi amori, la sessualità.

Un romanzo straordinario, in cui memoria e fantasia si intrecciano per consegnarci i contorni di un mondo incantato che si dissolve all'ombra della Storia che lo invade. Un libro che sa avvincere e affascinare, per la prima volta e proprio qui in Italia restituito al pubblico nella sua versione completa, così come l'aveva concepito l'autore.

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Florina Ilis
La crociata dei bambini
, traduzione dal romeno di Mauro Barindi
ISBN edizioni, Milano, 2010
ISBN: 9788876382000

Un treno, una scolaresca, i professori, un viaggio verso il mare. Tutto sembra scorrere tranquillamente, senza intoppi, quando all'improvviso gli studenti della scuola sequestrano il treno e lo dirottano verso Bucarest. Una rivolta inaspettata, un gioco pericoloso che mette a dura prova il governo rumeno, mobilita la stampa nazionale e trasforma l'avventura dei piccoli protagonisti in qualcosa di più grande di loro, che li segnerà per sempre. Florina Ilis catapulta il lettore in una travolgente storia corale, che contrappone spietatamente il mondo degli adulti a quello dei bambini. La crociata dei bambini è un "romanzo-cascata" dinamico e rocambolesco, una favola post-moderna che gioca con i generi per creare un meccanismo narrativo perfetto.

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Cristian Luca
Dacoromano–Italica. Studi e ricerche sui rapporti italo–romeni nei secoli XVI–XVIII
, Edizioni del Centro di Studi Transilvani dell'Accademia Romena, Cluj-Napoca, 2008, 266 pp.+9 tavole
ISBN: 978–973–7784–34–6

Al centro di questa raccolta di saggi, che racchiude tra le sue pagine anni di ricerche su fonti e testimonianze ufficiali e ufficiose, pubbliche e private, si trovano i rapporti che si intrecciarono durante i secoli XVI–XVIII tra Venezia e i Principati Romeni. L'analisi di una serie di episodi rilevanti mette in luce il filo conduttore della filosofia politica e mercantile veneziana nei suoi rapporti con le terre romene, che dagli ultimi decenni del Cinquecento fino alla prima metà del Settecento, ha ruotato intorno agli interessi mercantile e la necessità di accedere alle materie prime indispensabili alle botteghe della città lagunare e della terraferma.

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Filip Florian
Dita mignole
, traduzione di Maria Luisa Lombardo, Fazi, Roma 2010 (collana "le strade")
ISBN: 978-88-6411-102-5

Romania anni Novanta. Il Muro di Berlino è caduto da poco e il regime di Ceausescu si è completamente dissolto. In una tranquilla cittadina di montagna, all'interno di un sito archeologico viene scoperta una fossa comune. A chi appartengono le ossa che affiorano dal terreno? Alle vittime di una pestilenza risalente a secoli prima o piuttosto di un'esecuzione di massa perpetrata durante gli anni bui del totalitarismo? E perché le falangi delle loro dita mignole sono sparite? Poliziotti, giornalisti, ex detenuti politici, comuni cittadini si riuniscono intorno al grande sacrario sfidandosi a colpi di ipotesi bizzarre, finché dall'Argentina una squadra di antropologi criminali, specialisti in "los desaparecidos", è chiamata a esprimere il verdetto finale.
Sullo sfondo di queste indagini, dove una vicenda tragica finisce per assumere i toni della farsa, una ridda di personaggi strampalati è protagonista di storie che oscillano tra il fiabesco e il surreale. C'è Petrus, un giovane archeologo afflitto dall'ulcera; Eugenia Embury, l'eccentrica vedova di un petroliere inglese, che vive circondata dai gatti e legge il futuro nelle carte; sua nipote Josephina con la quale Petrus intreccia di nascosto una storia d'amore; Onufrie, un monaco eremita e umile servo della Madonna, che nasconde sotto il cappello un imbarazzante segreto; il fotografo Sas¸a e il suo stravagante dromedario Aladin; e poi l'ex detenuto politico Titu Maeriu, il procuratore militare Spiru… e tanti, tanti altri ancora.
Dita mignole, romanzo d'esordio di Filip Florian, è un racconto che assume le sfumature del giallo, una narrazione dai toni lievi e brillanti dove realtà e finzione s'intrecciano dando vita a un puzzle fantastico, pieno di humor, mistero, tragedia e poesia.

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Alexandru Niculescu
Peregrinări universitare europene
, Editura Logos, Bucureşti, 2010.
ISBN: 978-973-8131-71-2

Paginile acestei cărţi închid o experienţă de viaţă. O singulară peregrinare universitară (şi nu numai!) într-o perioadã a istoriei europene tot atît de puţin obişnuitã. Trecerea unui profesor al Universităţii din Bucureşti prin cinci Universităţi ale Europei: Berlin-Est (din aşa-numita „Republică Democrată Germană“), Viena, Padova, Paris IV – Sorbona şi Udine. Cu unele întreruperi, timp de zeci de ani: din 1954 sau, mai precis din 1963 pînă în anul 2000!
Un parcurs spaţial-geografic şi temporal agitat: începe din epoca imediat următoare morţii lui Stalin, trece prin ascensiunea la putere, dictatura naţional-comunistã dar şi sfîrşitul lui Ceauşescu, pentru a ajunge la eliberarea lumii de totalitarismul comunist din noiembrie-decembrie 1989. Ani grei, întunecaţi în care uşor se putea cădea în prăpastiile abjecte ale colaborării cu asupritorii, cînd – aşa cum scria poetul Nicolae Labiş – „ne pîndeau din umbră flămînde guri de lup“, ale Securităţii.
A merge mereu înainte, a îndeplini datoria cea dreaptă, a nu ceda unor amăgitoare cînturi otrăvite de sirene – şi, mai ales, a crede în Dumnezeu, în Adevăr şi în lumina zilei ce va să vină. Cînd se petrecură aceste?” – mă întreb şi, de bună seamã, ne întrebum cu toţii. Un răspuns apare în paginile ce le-am scris.

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2009

Norman Manea


Norman Manea
La busta nera
Traduzione di Marco Cugno
Il Saggiatore, Milano, 2009
ISBN 978-885650057-8

"Senza passato non esiste presente... e tuttavia siamo presente, solo presente. Il passato, anch'esso presente. Non ci possiamo sottrare. Lo dimostra anche questa busta piena di francoboli e di timbri, che viene da lontano e dal passato. Presente. Qui, ora, inevitabile."

Per imprecisati reati contro la morale, Tolea, cinquantenne eccentrico, è stato retrocesso da insegnante a portiere d'albergo. Mentre una splendida primavera all'improvviso invade Bucarest, turbandone la disciplinata routine, l'uomo decide di capire cosa abbia provocato, quarant'anni prima, il suicidio di suo padre. Chi è stato a mandargli la busta nera che lo spinse a quel gesto? Che cosa conteneva? Involontario motore di svelamenti e rivelazioni, Tolea viene trascinato in un mondo sotterraneo di organizzazioni clandestine, delatori timidi e archivi segreti.

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Matei Vişniec
Drammi di resistenza culturale. I Cavalli alla finestra. La Donna come campo di battaglia
Con un saggio introduttivo di Gerardo Guccini
Traduzione di Pascale Aiguier, Davide Piludu, Giuseppa Salidu
Titivillus,Pisa, 2009
ISBN 978-88-7218-273-4

La parola è l'autentica protagonista dell'opera di Visniec, non perché ne sia il fine, ma perché vi costituisce un mezzo espressivo tuttofare: definisce i personaggi in assenza di psicologismi, dà spessore alle loro azioni anche quando non si sviluppano in vicenda, trasmette il sentimento dell'autore, evidenziando fin nelle didascalie uno stile innamorato della vita che cade su tutto spandendo un "umore dolce-amaro, sottile-tenero." (Benoît Vitse). "I Cavalli alla finestra" e "La Donna come campo di battaglia" trattano la guerra con linguaggi diversi: simbolico e allusivo il primo, realistico il secondo. Tuttavia, in entrambe le pièces, i personaggi appaiono vivi, le parole evidenziano paesaggi psichici curati nel dettaglio e le problematiche affrontano un trauma antropologico essenziale che è anche alle origini di qualsiasi scrittura e narrazione. Vale a dire, la separazione fra i vivi e i morti.

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Le stanze di rumeno. Per Luisa Valmarin, «Romània Orientale» 19, 2006.

"Luisa Valmarin, lo sappiamo tutti, ha arricchito la presenza della lingua e della letteratura rumena a Roma, in Italia, in Romania e in Europa, con grandi ricerche e con tanti allevi, che hanno consentito la fondazione e lo sviluppo di una rivista unica nel suo genere nell'università italiana, Romània Orientale, in cui sin dal titolo si riafferma orgogliosamente l'identità particolare della Romanìa e la sua relazione privilegiata con la Romania occidentale. (.) Dante nel Convivio articola in un lungo e ovviamente scolastico ragionamento la qualità che deve avere la liberalità e il donare. Occorre "dare a molti", "dare utili cose", dare "sanza essere domandato". Noi speriamo che queste Stanze possano rispondere ai primi due criteri, posto che sappiamo che rispondono certamente al terzo, ma soprattutto speriamo che nel dono Luisa trovi anche una sorta di miniautobiografia, corredata dall'affetto di tutti noi, collaboratori del volume e amici che non vi hanno potuto partecipare ma che sappiamo l'avrebbero voluto e ci sono vicinissimi col loro pensiero e col loro cuore: spero di aver potuto parzialmente esprimerne i sentimenti."

Roberto Antonelli, "Stanze" della ricerca e del cuore


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Romania culturale oggi, a cura di Nicoleta Neşu, premessa di Luisa Valmarin, Bagatto Libri, Roma 2008 (Quaderni di Romània Orientale 2).

Il numero tematico Romania culturale oggi, pubblicato come supplemento della rivista Romània Orientale con il sostegno dell'Istituto Culturale Rumeno di Bucarest, intende offrire una radiografia della cultura rumena nei suoi aspetti essenziale: dalla letteratura alla linguistica, dalla filosofia alla storia delle idee, dalle arti visive alla musica. Cosa cerca di comunicare questo volume? Se dovessimo utilizzare una delle espressioni tanto veicolate negli ultimi tempi, diremmo che questo volume si propone di offrire al pubblico italiano un campione della "diversità rumena" nella "unità europea", una visione squisitamente rumena su una realtà comune, un modo particolare di rispondere - in rumeno - a domande universali.

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Per Teresa. Studi e ricerche in ricordo di Teresa Ferro, Vol. 1 Dentro e oltre i confini; Vol. 2 Obiettivo Romania, a cura di Giampaolo Borghello, Daniela Lombardi e Daniele Pantaleoni, Forum Editrice Universitaria Udinese, Udine 2009.
ISBN 978-88-8420-538-4

La pubblicazione, in due tomi, nasce con l'intento di onorare al meglio la memoria della professoressa Teresa Ferro (1956-2007), docente di Letteratura romena presso la Facoltà di Lingue e appassionata animatrice degli scambi e dei rapporti universitari e culturali tra Udine e le principali istituzioni romene. Il primo tomo raccoglie saggi di docenti della stessa Facoltà di Lingue impegnati in studi e ricerche che spaziano dalla letteratura italiana alla linguistica, dalla storia alla geografia, dalla letteratura inglese a quella spagnola. Nel secondo tomo sono stati riuniti i contributi di una cinquantina di autorevoli studiosi di lingua, storia, geografia e letteratura romene, sparsi in Romania, in Italia, in Belgio..., sulla storia, le tradizioni e la realtà di questo affascinante paese.

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Barbara Scapolo
Esercizi di de-fascinazione. Saggio su E. M. Cioran, Mimesis Edizioni, Milano 2009.
ISBN 9788884838988

Cinico? Scettico? Stoico? Si può parlare a buon diritto di una "filosofia di Cioran", dopo che la filosofia è venuta meno alla promessa di coincidere con la realtà, dopo che la frattura tra soggetto e oggetto è pienamente penetrata nella coscienza, dopo che è fallita l'ambizione tesa verso una possibile trasformazione del mondo? Cioran mette a frutto la lezione nietzscheana secondo cui l'ultima scepsi sta nel riconoscere che le verità dell'uomo sono i suoi errori inconfutabili, così come il farsi carico delle proprie contraddizioni: poiché lo spirito di un uomo "è molti, e non può scegliersi". Questo lavoro presenta un'analisi che individua il registro propriamente filosofico tanto nell'opera cioraniana francese, quanto in quella romena. Attraversando la fitta rete di richiami che egli instancabilmente propone, dai greci agli esistenzialisti, dagli gnostici ai mistici (tanto della tradizione di pensiero occidentale, quanto di quella orientale), l'autrice individua in una pratica di pensiero destituente il principio di autenticità e concretezza della riflessione del "dernier des délicats".

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Filippo Tommaso Marinetti
I manifesti del futurismo / Manifestele futurismului, Edizioni Art, Bucuresti 2009.

Si tratta della prima edizione in traduzione romena dei più importanti manifesti dell'avanguardia italiana. Selezione, traduzione e apparato critico (ossia introduzione, nota ai testi, cronologia del Futurismo e bibliografia ragionata) di Emilia David Drogoreanu. Cuvânt inainte di Ion Pop.

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Confluenze letterarie italo-romene, a cura di Geo Vasile, Edizioni Del Poggio, Foggia, 2009.

Il volume contiene una serie di saggi di letteratura comparata su autori italiani (Pavese, Pasolini, ecc...) e romeni (Eminescu, Mircea Eliade, George Bacovia, Gellu Naum, ecc...), nonché brevi antologie di traduzioni da poeti italiani (Luzi, Montale, ecc...) e romeni (Nichita Stanescu, Virgil Mazilescu, ecc...).

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Mircea Eliade
Diario portoghese, edizione italiana a cura di Roberto Scagno, postfazione di Sorin Alexandrescu, traduzione di Cristina Fantechi, Jaca Book, Milano, 2009, pp. 368.

Il Diario portoghese (1941-1945), testimonianza diretta, intensa e drammatica di un periodo cruciale della vita di Mircea Eliade (1907-1986), ci presenta un ritratto inedito del grande studioso romeno. Non destinato alla pubblicazione durante la vita del suo autore, appare ora quale unico documento edito in forma integrale nella produzione memorialistica dell'autore del Trattato di storia delle religioni. Una scrittura nervosa, febbrile, sincera e incandescente ci rivela un complesso intreccio di orgoglio e consapevolezza intellettuale, spiritualità e carnalità, ascesi ed erotismo, tensione creativa e disorientamento interiore, ossessione patriottica e presa di distanza dalle scelte politiche nazionaliste del passato, sconforto psicologico e lucidità di analisi. All'autenticità della riflessione intima si accompagna l'attenzione critica: note di lettura, appunti di viaggio, incontri, considerazioni e annotazioni a margine delle proprie creazioni letterarie e scientifiche. Infine, la decisione radicale: Parigi e la scelta dell'esilio.

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Popoli e culture in dialogo tra il Danubio e l'Adriatico, Contributi italiani al X Congresso internazionale dell'Association Internationale d'Études du Sud-Est Européen, a cura di Antonio D'ALESSANDRI e Monica GENESIN, in «Romània Orientale», 22, 2009 (numero monografico)

Indice del volume:

Studi storici

Stevka Šmitran, Gli uscocchi nella storia dell'Adriatico tra il XVI e il XVII secolo
Francesco Guida, L'emigrazione balcanica in età contemporanea
Emanuela Costantini, L'evoluzione di Bucarest capitale (1862-1906)
Armando Pitassio, Il futuro nel passato. Architetti e ingegneri bulgari alla vigilia delle guerre balcaniche
Antonio D'Alessandri, Gli albanesi, l'Adriatico e l'Italia tra fine Ottocento e inizio Novecento. L'opera di Anselmo Lorecchio
Alberto Basciani, Preparando l'annessione. La politica culturale italiana in Albania negli anni di Zog (1924-1939)
Donato Martucci, Le fonti bibliografiche del Kanun
Marco Clementi, I Balcani durante la guerra fredda. Da chi furono realmente controllati?
Tatjana Krizman Malev, Possiamo ancora parlare di jugonostalgija? Relitti e miti del mondo postjugoslavo.

Studi letterari e linguistici

Luisa Valmarin, L'oratoria polemica nella prosa del metropolita Varlaam
Angela Tarantino, Ai confini della letteratura: i libri popolari
Blerina Suta, "Linguaggio" poetico in funzione del "gesto" etico di segno opposto nel poema romantico balcanico: il caso albanese del Liuto della Montagna di P. Giorgio Fishta
Gisèle Vanhese, Sur la légende balkanique du Frère revenant: circulation, rèècritures et variations
Emilia Conforti - Flora Koleci, L'infinito nell'albanese standard, nel dialetto ghego e nella parlata arbëreshe di San Benedetto Ullano (CS)
Elton Prifti, On the Romance elements of an Albanian argot

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Emilia David
Interventismo e anti-interventismo nelle produzioni grafico-tipografiche del Futurismo e del Dadaismo, Aracne, Roma, 2009.
ISBN: 978-88-548-2618-2

Una delle forme peculiari attraverso cui, sia il Dadaismo, sia il Futurismo hanno espresso i loro legami con la politica è la letteratura grafico-tipografica. Essa nasce nell'alveo di due fra le più importanti correnti dell'avanguardia storica europea, da modi diversi, diametralmente opposti di intendere la politica, la guerra, la letteratura e il rapporto che si stabilisce fra l'arte e l'impegno politico assunto dall'artista.

Per i futuristi italiani, il fervore bellicista confluisce in disegni, parole in libertà e tavole parolibere, in una vera e propria letteratura di guerra, con punte di notevole fantasia e creatività artistica; in concomitanza, nella Berlino che nel 1919 sarebbe diventata dadaista, un gruppo di pittori aveva preso posizione contro il primo conflitto mondiale, attraverso la propria arte ribelle e sarcastica, legando il loro destino alla più ampia protesta politica degli intellettuali di sinistra ai tempi della repubblica di Weimar.
Il nazionalismo aggressivo del primo Novecento, che attraversa la maggior parte delle culture europee, è il filo rosso che accomuna i due ampi saggi inclusi in questo volume. Nel secondo si propone l'analisi di un corpus assai consistente di articoli e studi apparsi in Italia tra il 1934 e il 1943, che presenta la ricezione del movimento più oltranzista della destra romena, la Guardia di Ferro, in ambienti del fascismo italiano. Un intenso scambio culturale e di riflessione politica si svolge in perfetta simultaneità tra Romania e Italia, in nome di una dichiarata simpatia per un paese latino approdato alle soglie della modernità, che faceva emergere notevoli affinità dottrinarie con il clima politico mussoliniano, ma anche importanti differenze.

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Mircea Cărtărescu
Perché amiamo le donne, a cura di Bruno Mazzoni, Voland, Roma, 2009.
ISBN 978-88-6243-032-2

Che siano bruttine o bombe sexy, che abbiano quindici o diciasette miliardi di anni, che dormano a occhi aperti o che appaiano in sogno come presenze saturnine, Cartarescu sceglie di omaggiare le donne "perché sono donne, perché non sono maschi, e nient'altro".
E lo fa con sincerità rara e autoironia, esplorando, con gli occhi di un uomo, il continuum che uniscce l'esperienza sessuale e il sentimento amoroso, rinunciando a qualunque presunzione sull'universo femminile in questa raccolta di racconti godibile e raffinata.

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2008




Roberto Scagno, Paolo Tomasella, Corina Tucu
Veneti in Romania, a cura di R. Scagno, Longo Editore, Ravenna, 2008.
pp. 240, ISBN 978-88-8063-606-9

Nella storia della prima grande emigrazione veneta nell'ultimo trentennio dell'Ottocento, un capitolo importante ma ancora largamente inesplorato è quello riguardante i Paesi dell'Europa centro-orientale e in particolare danubiano-balcanica. Nel processo accelerato di modernizzazione e di creazione della rete indispensabile di infrastrutture stradali e ferroviarie e dell'edilizia pubblica, maestranze venete e friulane ebbero un ruolo preminente e costante distinguendosi per capacità lavorativa, serietà ed efficienza dall'Ungheria e dalla Slovacchia alla Romania, alla Serbia, alla Bulgaria e alla Bosnia-Erzegovina.
Questo libro si occupa in modo specifico della Romania, la "sorella latina d'Oriente" come veniva definita dagli scrittori italiani del Risorgimento. La presenza di mano d'opera qualificata proveniente dalle province venete, e soprattutto dalla Carnia e dall'alto bellunese, divenne insostituibile per lo sviluppo del Paese danubiano impegnato nella costruzione di uno Stato moderno su modello occidentale. Di rilievo fu anche l'apporto di artisti e uomini di cultura veneti nel corso dell'Ottocento. Nel periodo tra le due guerre mondiali, oltre ai lavoratori specializzati, impresari, industriali, ingegneri e architetti veneti svolsero una intensa e apprezzata attività professionale, brutalmente interrotta dall'instaurazione del regime comunista nel 1948. La disgregazione delle comunità residenti, l'esodo di migliaia di italiani e l'assimilazione forzata dei pochi rimasti e dei loro discendenti sono riflesse nelle interviste pubblicate in appendice al volume, testimonianza diretta di quelle drammatiche vicende.

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Giovanni Rotiroti
Odontotyrannos. Ionesco e il fantasma del Rinoceronte, Roma, Il Filo, 2009.

Il 2009 è il centenario della nascita dell'inventore del Teatro dell'Assurdo. In questo libro è descritto e spiegato in un linguaggio chiaro e rigoroso uno dei fenomeni più inquietanti che ha attraversato la vita psichica di Eugène Ionesco: Ho avuto un'immensa paura di un buco nero in cui sprofondare, in cui precipitare con una caduta senza fine. Ma non era affatto così, non è stato così, non credo ai miei occhi. La cifra di questo evento è racchiusa nel Rinoceronte. Cos'è il Rinoceronte? Il Rinoceronte è l'Odontotyrannos, cioè un fantasma individuale di portata collettiva, quasi di massa. Il Rinoceronte è il fantasma del totalitarismo politico ed ideologico trasformatosi progressivamente in mito, storia, racconto, opera teatrale che Ionesco ha portato sempre con sé nelle sue conferenze in tutto il mondo. Con il passare del tempo questo Rinoceronte è diventato sempre più presente andando ad interferire con i sogni e la vita affettiva del drammaturgo. Restituire lo sfondo interrogante di tale evento, partendo dall'opera giovanile romena dello scrittore, significa forse restituire all'Eugène Ionesco che tutti conosciamo un inizio di risposta.
(www.ilfiloonline.it)

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Emanuela Costantini - Armando Pitassio (a cura di)
Ricerca di identità, ricerca di modernità. Il Sud-est europeo tra il XVIII e il XX secolo, Morlacchi editore, Perugia, 2008.

Nell'Europa sud-orientale, tra il XVIII e il XX secolo, i processi di costruzione dell'identità nazionale si intrecciano a quelli di modernizzazione. Ma se i primi sono condivisi dal complesso del mondo intellettuale che li promuove, i secondi incontrano in primo luogo la resistenza del mondo ecclesiastico, più tardi, a stato-nazione costituito, l'indifferenza o la critica anche aspra di una parte dell'inteligencija, che vede snaturata dall'introduzione/imitazione dei modelli occidentali proprio quell'identità nazionale che nel corso dei decenni precedenti pensava di costruire nella sua unicità. I saggi qui raccolti cercano di ripercorrere, sia pure in modo rapsodico, i vari momenti della costruzione delle identità nazionali attraverso la scrittura storica, i processi di modernizzazione e le reazioni che ne seguirono, il difficile rapporto tra le identità nazionali, una volta stabilite, e le esigenze politiche e culturali.

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George Bacovia
Piombo. Versi, antologia romeno-italiana, saggio critico e biobibliografia a cura di Geo Vasile, Fermenti, Roma, 2008.

La prima antologia bilingue pubblicata in Italia della lirica di George Bacovia (1881-1957) presenta una scelta significativa, di oltre 80 testi, tratti dall'opera del più attuale tra i poeti interbellici romeni. La selezione comprende l'intero percorso poetico di Bacovia, dalle pose simboliste del primo volume Piombo, del 1916, fino agli originali accenti prosastici delle Stanze borghesi del 1946, offrendo un'immagine completa di una voce lirica unica e precorritrice, che ha esercitato un grandissimo influsso sulla poesia romena negli ultimi tre decenni del ventesimo secolo, restando tuttora attuale, a 50 anni dalla morte dell'autore. Il volume è corredato inoltre di una biobibliografia e di una sostanziale prefazione, firmate dal traduttore Geo Vasile.

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Mihai Eminescu
Iperione. Poesie scelte, versione italiana, commenti critici e biobibliografia a cura di Geo Vasile, postfazione di Fulvio Del Fabbro, Fermenti, Roma, 2008.

Il volume presenta una scelta di poesie, altamente rappresentative, di quello che è unanimemente considerato il più grande poeta lirico romeno, riunendo i capolavori consacrati e i testi più famosi di Mihai Eminescu (1850-1889), da Venere e Madonna a Gli epigoni fino alle Epistole e naturalmente a Iperione (Luceafărul). Completano il volume, che vuole essere anche un invito alla lettura di un poeta di grandezza e respiro europei, una breve antologia di commenti critici, alcuni succinti ma sostanziali dati biobibliografici, nonché una nota del traduttore. La postfazione, che verte sulla ricezione di Eminescu in Italia, è firmata dal romenista Fulvio del Fabbro.

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Giovanni Ruggeri
Le icone su vetro di Sibiel. Il Museo Zosim Oancea, Prefazione di S. E. Laurentiu Streza, postfazione di Dorin Oancea, CAEfor, 2008.

La storia delle icone su vetro della Transilvania, un'ampia e dettagliata presentazione delle più importanti icone della collezione di Sibiel, il racconto articolato della nascita e sviluppo del Museo Zosim Oancea. Settantadue pagine di testo e numerose fotografie a colori per illustrare, con gusto ed efficacia, la straordinaria storia custodita a Sibiel. A firmarle, un giornalista e saggista italiano, Giovanni Ruggeri, autore di pubblicazioni su Romania ed Europa dell'Est, da diversi anni familiare a Sibiel.
Arricchito della prefazione dell'Arcivescovo ortodosso di Sibiu e Metropolita di Transilvania Sua Eminenza Laurenţiu Streza, e di uno scritto-memoria originale del Prof. Dorin Oancea, figlio di P. Zosim Oancea, il libro è una guida completa per preparare e accompagnare la visita del Museo di Sibiel, ma anche per conoscere il più ampio fenomeno della pittura di icone su vetro in Transilvania.
Il libro è pubblicato in lingua italiana, ma è disponibile su richiesta anche in edizione inglese, tedesca, francese e romena. Il volume si può ordinare sul sito del Museo delle icone su vetro "Zosim Oancea" (http://www.sibiel.net).

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Vasile Andru
Uccelli del cielo. Romanzo, traduzione di Mauro Barindi, ControLuce Edizioni, 2008. (ISBN 978-88-628-0004-4, € 14,00, pp.196)

Le vicende parallele di due anti-eroi nella Bucarest degli anni ottanta.

«Sandu tenta di guardare che ora è. Non vede niente. Giusto quando si stava alzando dal cumulo di calcinacci, s'impiglia in un pezzo di ferro, ferendosi. Sandu grida e perdona. Perdona via Moșilor, che è; tutta in demolizione. Perdona tutto, capisce tutto. Capisce questo pianeta demolito e al buio che, un giorno, non avrà più neanche il sole. Perché anche il sole si esaurirà»

Siamo nella Bucarest della metà degli anni Ottanta, in uno dei periodi più bui e drammatici della Romania. La capitale è devastata dalle demolizioni ordinate da Ceaușescu per far posto a una nuova faraonica sede del Potere centrale. Da un giorno all'altro, palazzi, chiese, case private vengono abbattuti, intere famiglie sono sgomberate con la forza e si ritrovano per strada. In questa atmosfera si snodano le vicende parallele di due anti-eroi: il saggio ubriacone Sandu Tariverde, ex professore e letterato, caduto in disgrazia per ragioni politiche e costretto a vivere da vagabondo nelle case in via di demolizione, e Tofana, giovane donna alla ricerca disperata di un visto per l'emigrazione, ossessionata dall'idea della fuga, che tenta di trovare una via di salvezza nelle pratiche sapienziali e di meditazione delle filosofie orientali. Scritto con mano sicura, in uno stile asciutto e oggettivo, che non concede nulla alla retorica, il libro si legge con il fiato sospeso.

Vasile Andru è fra i più validi prosatori romeni degli ultimi decenni, autore di una ventina di volumi tra romanzi, racconti brevi, saggistica e critica letteraria. Nel corso degli anni Ottanta ha preso parte da protagonista alla grande corrente di rinnovamento della letteratura romena, proponendo una prosa limpida e originale, di forte impegno sperimentale.

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Deux migrants de l'écriture. Panaït Istrati et Felicia Mihali
a cura di Gisèle Vanhese, Università della Calabria - Centro editoriale e librario, Cosenza, 2008.

Saggi di Gisèle Vanhese, Rodica Zafiu, Chantal Chevalier-Chambet, Roberta De Felici, Régine Luagier, Giovanni Magliocco, Annafrancesca Naccarato, Yannick Perumont, Anna Carmen Sorrenti, Katia Stabile, Antonella Bubbo, Lucia Chimenti, Elena Francese, Antonio Tallarico.
Postfazione di Mugur Cristian Popovici.

Per ordinare il volume scrivere a: w.monaco@unical.it

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Mircea Eliade
Fragmentarium
a cura di Roberto Scagno, prefazione all'edizione italiana di R. Scagno, trad. dal romeno di Cristina Fantechi, Milano, Jaca Book, 2008, pp. XVII-187

Nel 1939 Mircea Eliade (1907-1986) pubblicava con il titolo Fragmentarium una raccolta di articoli, brevi saggi e «frammenti» (appunti, note di lettura, pagine di diario) apparsi a Bucarest su diversi periodici e in particolare sulla rivista «Vremea» tra il 1935 e il 1939.
Queste pagine dense di scintillanti riflessioni e sorprendenti argomentazioni offrono ai lettori la possibilità di ripercorrere la gestazione delle linee di pensiero dello studioso romeno che porteranno alle grandi opere della maturità a partire dal Trattato di storia delle religioni del 1949.
Nel «laboratorio» eliadiano degli anni '30 troviamo già individuati gli elementi principali della dialettica del sacro e del profano e gli aspetti «prediscorsivi» delle concezioni metafisiche dei popoli di cultura arcaica espressi attraverso il linguaggio simbolico e vengono analizzate le conseguenze negative della «degradazione del mistero» e della «laicizzazione dell'assoluto», quelle credenze pseudoreligiose moderne che hanno il loro culmine nelle ideologie materialistiche totalizzanti.

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Mircea Eliade
Oceanografia
a cura di Roberto Scagno, prefazione all'edizione italiana di R. Scagno, trad. dal romeno di Cristina Fantechi, Milano, Jaca Book, 2007, pp. XV-205

Nel 1934 Mircea Eliade (1907-1986) pubblicava con il titolo Oceanografia una selezione di articoli e saggi apparsi a Bucarest sul giornale «Cuvântul» e sul settimanale «Vremea» nei due anni precedenti, oltre ad alcune note di diario con il titolo Frammenti. «Questo tentativo di esaminare la vita quotidiana dell'anima, di risolvere di nuovo, con serietà, i problemi semplici - che nessuno prende più in considerazione - perché troppo grandi o troppo semplici - lo chiamo oceanografia», scrive l'Autore nella sua prefazione. Con stile nervoso, paradossale e a volte ironico, il giovane Eliade, ritornato dall'India nell'ambiente culturale vivace e pluralista della Bucarest dell'inizio degli anni '30, in questo libro presenta appunto una «oceanografia dell'anima contemporanea», attraverso una serie di «divagazioni filosofiche» in cui troviamo, in fase di elaborazione, alcuni dei temi di fondo del futuro grande storico delle religioni, scrittore e uomo di cultura: la critica ai pregiudizi occidentali nei confronti delle tradizioni religiose extraeuropee, la scoperta del simbolo come strumento di conoscenza, l'«irriconoscibilità del miracolo», le strutture mitiche del romanzo e del cinema, la libertà personale e l'esperienza vissuta, l'autenticità contrapposta all'originalità quale premessa alla creatività artistica e alla disponibilità della scoperta.

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Andrei Oișteanu
Il diluvio, il drago e il labirinto. Studi di magia e mitologia europea comparata
a cura di Dan O. Cepraga e Maria Bulei, Edizioni Fiorini, Verona, 2008

Le leggende popolari romene sul Diluvio universale e sulla costruzione dell'Arca, i riti e i miti del costruire e del fondare, le grandi cosmogonie arcaiche, il complesso mitico-simbolico del Labirinto, la "legatura" magico-erotica del Drago, nonché l'enigmatica figura dei solomonari, stregoni popolari romeni, padroni delle forze atmosferiche, sono questi gli intricati e affascinanti materiali tradizionali sui quali opera Andrei Oișteanu. Con solida tenacia filologica, i tre importanti saggi raccolti nel presente volume affrontano alcuni nodi fondamentali della mitologia popolare romena ed europea in una vasta prospettiva comparata, mettendo a frutto i diversi approcci dell'etnologia, della storia delle religioni, dell'interpretazione mitico-simbolica. Tappe distinte di un percorso esegetico unitario, le ampie indagini di Oișteanu si muovono sulla strada tracciata dai celebri studi di Mircea Eliade, mirando a ricostruire le coordinate mitiche della contrapposizione primordiale fra Ordine e Caos, tra la volontà ordinatrice della Creazione e la regressione ciclica al Caos precosmogonico.

«Chicago, 23 nov. 1984
Caro Andrei Oișteanu,
sono riuscito a leggere soltanto oggi "La leggenda romena del diluvio". Il suo studio mi ha entusiasmato. Dovrebbe essere pubblicato in una rivista specialistica straniera ( di folklore, di romanistica o di storia delle religioni). Suggerisco la "Revue de l'Histoire des Religions". Se prepara la versione francese potrei presentarla io alla rivista. Avevo già letto in passato anche altri suoi lavori. Spero che ne potremo discutere assieme. Con amicizia, Suo Mircea Eliade»

Il volume può essere ordinato on-line sul sito dell'editore: www.grafichefiorini.it
Grafiche Fiorini - Via Altichiero, 11 - 37131 Verona (Italia)

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2007




Antonio D'Alessandri
Il pensiero e l'opera di Dora d'Istria fra Oriente Europeo e Italia, presentazione di Francesco Guida, Gangemi, Roma, 2007.

Il volume offre la ricostruzione critica della biografia e del pensiero di Dora d'Istria (1828-1888), nom de plume della principessa Elena Ghica Koltzoff-Massalsky. Scrittrice, storica, studiosa della questione femminile, sostenitrice dei movimenti nazionali delle popolazioni del Sud-est europeo, Dora d'Istria è stata una personalità di rilievo nell'Europa del XIX secolo ma quasi completamente ignorata dai posteri. Nella sua opera, ispirata da un sentire laico e moderno, si ritrovano tematiche quali il rapporto fra i valori cristiani e il progresso dell'umanità, i problemi connessi alla rinascita nazionale delle popolazioni dell'Oriente europeo, la questione del miglioramento delle condizioni morali e materiali delle donne.
Articolato in sette capitoli, il libro restituisce questa poliedrica figura di intellettuale alla storiografia. Sulla base di una documentazione in gran parte inedita e di un'analisi sistematica degli scritti dell'autrice, si mette in luce il ruolo avuto da Dora d'Istria nel panorama culturale dell'Europa della seconda metà dell'Ottocento, evidenziandone soprattutto la funzione di trait-d'union tra Oriente e Occidente. Seguendone l'interessante percorso intellettuale si toccano, peraltro, momenti fondamentali della storia italiana ed europea dell'Ottocento. Nel volume sono anche ricostruite gran parte delle relazioni della studiosa con importanti esponenti della cultura e della politica come, ad esempio, Giorgio Asproni, Angelo De Gubernatis, Giuseppe Garibaldi, Edgar Quinet, Lorenzo Valerio.
Personalità di respiro europeo, Dora d'Istria appartiene a quell'infinito mondo di personaggi storici apparentemente di secondo piano, ma che invece sono fondamentali per una più precisa e completa ricostruzione del passato.

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Paul Goma
L'arte della fuga, a cura di Marco Cugno, Voland, Roma, 2007. (ISBN 978-88-88700-68-7; € 16,00; pp. 416)

Con occhi curiosi e disincantati, un bambino cerca di decifrare l'incomprensibile mondo degli adulti in un momento storico e in un luogo simili a un puzzle: la Romania negli anni attorno alla fine della seconda guerra mondiale. Bessarabi, transilvani, sassoni, spostamenti di popoli e di famiglie, treni senza freni che portano in Siberia. Ma anche altri misteri attraggono il piccolo protagonista: le bambine, i primi giochi, il grande segreto nascosto là, sotto le mutandine... Un romanzo di formazione lieve e ironico.

Nato nel 1935 nel villaggio di Mana in Bessarabia (l'attuale Repubblica di Moldavia), Paul Goma frequenta l'Università di Bucarest. Arrestato una prima volta per aver letto in pubblico un suo testo è processato e condannato a due anni di reclusione. Inviato al confino nel Baragan, riprende gli studi solo nel 1965. Vedendo i suoi romanzi continuamente rifiutati dalla censura li manda clandestinamente in Occidente, dove vengono pubblicati in Francia e Germania. Scrittore scomodo, nel 1977 una lettera di solidarietà con Charta 77 gli vale l'arresto e l'accusa di alto tradimento. Liberato per le proteste internazionali, è costretto all'esilio. Da allora vive a Parigi. Dal 1989 i suoi romanzi sono pubblicati anche in Romania.

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Eminescu Plutonico. Poetica del fantastico
a cura di Gisèle Vanhese, Università della Calabria - Centro editoriale e librario, Cosenza, 2007.

Saggi di: Francesco Altimari, Emanuela Jossa, Richard Kidder, Giovanni Magliocco, Annafrancesca Naccarato, Giovanni Nanci, Marilena Parlati, Yannick Preumont, Katia Stabile, Gisèle Vanhese, Rodica Zafiu.
Traduzioni di: Giovanni Magliocco, Katia Stabile, Fernanda Cirimele

Per ordinare il volume scrivere a: w.monaco@unical.it

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Constantin Noica
Saggio sulla filosofia tradizionale
a cura di Solange Daini, ETS edizioni, Pisa 2007

Un'acuta analisi della storia del pensiero e delle sue strutture, da Platone a Heidegger, senza trascurare contributi goethiani e biblici, porta Constantin Noica a formulare una nuova definizione di 'ragione' e a individuare i fondamenti di un'ontologia del divenire entro l'essere. Il saggio, che risente degli studi di logica negli anni del soggiorno berlinese (1940-44), e che al contempo ospita una profonda riflessione sulle categorie dialettiche tradizionali, quelle kantiane in primis, enuncia per la prima volta il postulato della filosofia noichiana, che verrà poi elaborato compiutamente in un saggio di un trentennio successivo, il Trattato di Ontologia, del 1981.

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L'Europa Centro-Orientale e la Penisola italiana: quattro secoli di rapporti e influssi intercorsi tra Stati e civiltà (1300-1700)
a cura di Cristian Luca e Gianluca Masi, Braila-Venezia, 2007, 335 pp.

Il volume, dedicato alla memoria della compianta Prof.ssa Teresa Ferro, presenta una miscellanea di studi relativi ai rapporti che, dal Trecento ai primi del Settecento, sono intercorsi fra la Penisola italiana e le aree europee Centro-Orientali, in particolar modo fra gli Stati italiani preunitari ed i Principati Romeni.

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Cristian Luca
Tarile Romane si Venetia in secolul al XVII-lea. Din relatiile politico-diplomatice, comerciale si culturale ale Tarii Romanesti si ale Moldovei cu Serenissima [trad. it. I Principati Romeni e Venezia nel XVII secolo. Aspetti delle relazioni politico-diplomatiche, commerciali e culturali della Valacchia e Moldavia con la Serenissima]
Enciclopedica Editrice, Bucarest 2007, 486 pp

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Lena Constante
L'evasione silenziosa. 3000 giorni, sola, nelle prigioni rumene
traduzione e note di A. Tarantino, postfazione di I. Bot e A. Tarantino
Nutrimenti, Roma 2007.

Lena Constante, pittrice e scenografa, viene arrestata nel 1950 a Bucarest. È coinvolta nel processo più ambiguo della storia del dopoguerra rumeno, quello a Lucretiu Patrascanu, ministro della Giustizia, accusato di tradimento dai suoi stessi ex compagni del Partito comunista. Dopo un'inchiesta durata cinque anni, è condannata a dodici anni di prigione, che sconterà in un carcere per detenuti politici. In prigione, in un isolamento che la priva di ogni contatto con l'esterno e di qualunque oggetto, Lena Constante pratica una ‘scrittura silenziosa', priva di materialità; una scrittura mentale, che solo a distanza di anni, scontata la pena, verrà fermata sulla carta, così restituendo corpo ed esistenza al periodo trascorso in carcere. Il racconto di un'atroce esperienza autobiografica e insieme la testimonianza di un doloroso cammino nella Storia che tanti individui sono stati costretti a percorrere, nella Romania del recente passato.

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Constantin Noica
Trattato di ontologia
a cura di Solange Daini
Edizioni E.T.S., Pisa, 2007

L'ontologia tradizionale ha avuto come fine la contemplazione di un Essere Perfetto e, in qualche modo, elevato. Da Heidegger in poi, i filosofi si sono spesse volte rammaricati del fatto che un tale orientamento abbia condotto allo scacco dell'ontologia stessa. Ma che succederebbe se l'ontologia non partisse più dall'alto, da un Empireo dell'essere, bensì dal basso? E' ciò che si chiede Noica, in un trattato che racchiude trent'anni di riflessione filosofica. Partire dal basso può significare, innanzi tutto, restituire un tono più umile a una simile riflessione, nell'ultimo secolo sempre più impallidita di fronte ai successi della ricerca scientifica. Quest'ultima, difatti, ha saputo dissertare di più e meglio sui vari aspetti della filosofia tradizionale, screditando la filosofia stessa e la sua secolare autorità. L'unico dominio non ancora nominalmente affetto da scientismo è quello dell'essere in quanto tale: e, proprio per questo, di tutte le forme filosofiche possibili l'ontologia sembra presentarsi come quella dotata di maggior senso attuale. Ma se l'ontologia verrà reinaugurata ‘dal basso', la contemplazione dell'essere non potrà non avere inizio e fine che nel quotidiano intramondano, nella datità delle cose che sono. E' da queste premesse che si sviluppa il discorso noichiano, fondato su un severo richiamo al compito essenziale e sfuggente della filosofia: il poter dire, appunto, che ogni cosa è nella misura in cui è, e pertanto il comprendere il mondo nella doppia accezione del capirlo e dell'avvolgerlo.

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Eugenio Coseriu
Il linguaggio e l'uomo attuale. Saggi di filosofia del linguaggio
a cura di Cristian Bota e Massimo Schiavi, con una prefazione di Tullio De Mauro
Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona, 2007

Linguista, filosofo, profondo conoscitore dei meccanismi e delle strutture delle lingue europee, Eugenio Coseriu (1921 – 2002) è uno dei grandi personaggi del XX secolo. Formatosi in Italia durante gli anni quaranta nella cerchia di studiosi quali Antonio Banfi e Antonino Pagliaro, Coseriu è il promotore di una prospettiva integrale nello studio del linguaggio. Questo volume raccoglie dieci tra i più importanti scritti del linguista romeno. Per la maggior parte inediti in Italia, questi testi offrono un'immagine sintetica della ricerca linguistica di Coseriu e del suo fondamento filosofico. Contenuto del volume: "Nota dei curatori" di Cristian Bota e Massimo Schiavi; "Prefazione" di Tullio De Mauro; "Introduzione. Un modello complesso di funzionamento del linguaggio" di Cristian Bota; "Nota dei traduttori" di Giuseppe Di Salvatore e Lidia Gasperoni. Testi di Eugenio Coseriu: L'uomo e il suo linguaggio; Il linguaggio e la comprensione dell'esistenza dell'uomo attuale; Logicismo e antilogicismo nella grammatica; La creazione metaforica nel linguaggio; Tesi sul tema "linguaggio e poesia"; Dieci tesi sull'essenza del linguaggio e del significato; Immagine della natura e linguaggio; Tempo e linguaggio; Segno, simbolo, parola; Interdisciplinarità e linguaggio. Il libro è in vendita sul sito www.centrostudicampostrini.it

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L'altra latinità. Storia linguistica del romeno tra Oriente e Occidente
Alexandru Niculescu
a cura di Alvaro Barbieri, Dan Octavian Cepraga e Roberto Scagno, Verona, Edizioni Fiorini, 2007
(La musa critica. Collana diretta da Anna Maria Babbi)

Una compatta serie di studi romenistici, rivisti e aggiornati per l'occasione, compone questo libro unitario e monograficamente coeso, disegnando un profilo storico della lingua romena per momenti e problematiche esemplari. Sorretta da un pensiero linguistico originale, l'opera si sviluppa lungo due principali direttrici: da un lato la spiccata individualità del romeno all'interno del panorama romanzo, dall'altro la sua apertura assimilatrice nei confronti di altri idiomi e culture. Alcuni saggi misurano il peso delle componenti non-latine del romeno, esaminando in modo innovativo e profondo l'apporto slavo, ungherese, turco e germanico. Altri, invece, sono dedicati all'influenza dell'elemento italiano e francese. Tutti insieme costituiscono un contributo irrinunciabile a un capitolo essenziale della storia linguistica e culturale europea.

Il volume può essere ordinato on-line sul sito dell'editore: www.grafichefiorini.it
Grafiche Fiorini - Via Altichiero, 11 - 37131 Verona (Italia)
Tel. 045 525609 - Fax 045 528077 - edizioni@grafichefiorini.it

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Abbacinante. L'ala sinistra
Mircea Cartarescu
a cura di Bruno Mazzoni
Voland, Roma, 2007

Affresco grandioso di una città, di un periodo storico, di un'infanzia, questo romanzo è un viaggio nelle viscere oscure di una Bucarest abitata da creature impastate di sogno e violenza, tra periferie industriali, suggestivi quartieri in rovina e palazzi sventrati.
Un libro-caleidoscopio in cui lo sguardo si trasforma in prisma poetico e la realtà si ricompone per frammenti attraverso impressioni, sensazioni e allucinazioni, in una trascinante cavalcata da Bildungsroman di fine regime.

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2006




Gellu Naum
La quinta essenza / A cincea esenţă, a cura di Geo Vasile, Editing Edizioni, Treviso, 2006.

L'antologia bilingue delle poesie di Gellu Naum (1915-2001) offre al lettore italiano la possibilità di conoscere uno dei grandi protagonisti del surrealismo romeno, dagli esordi negli anni Trenta con il Viandante incendiario fino alle raccolte più recenti quali Asceta alla baracca di tiro. Poeta intenso e visionario, Gellu Naum ha attraversato una lunga stagione della poesia romena ed europea, scrivendo versi in cui convivono il male di vivere ed il funambolismo dell'immaginario, l'amore e l'impegno civile, l'avventura del pensiero e il progresso e le involuzioni della Storia. L'ampia scelta di testi (all'incirca un centinaio), tradotti con particolare cura e precisione dall'italianista romeno Geo Vasile, è accompagnata da uno studio introduttivo (Il pellegrino tra i mondi) e da un'ampia bio-bibliografia, firmati dal curatore.
Leggi la recensione di Flavia Lepre al seguente link: http://www.literary.it/dati/literary/lepre/la_quinta_essenza.html

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La quinta impossibilità. Letteratura ed esilio
Norman Manea
a cura di Marco Cugno
Il Saggiatore, Milano, 2006

Lo scrittore è il «sospetto», l'esule per eccellenza: ebreo, espatriato, vigile e inquieto, Norman Manea vive a New York da quasi vent'anni e continua a scrivere in romeno. Segnato a soli cinque anni dal dramma della deportazione, il suo lento ma inesorabile avvicinamento alla letteratura gli ha permesso di costruirsi un'identità ricca e poliedrica, con la vasta visione del mondo tipica degli spiriti nomadi. Olocausto, totalitarismo, esilio – esperienze fondamentali della contemporaneità, intimamente legate alla definizione di straniero e di estraneazione – hanno inciso profondamente sulla sua identità di uomo e di scrittore. Ossessiva e illuminante è la preoccupazione di Manea per il tema del «testo nomade», tradotto da una cultura all'altra, e per la «lingua esiliata». Il romeno è per lui molto più della sua lingua madre: è il mezzo per conquistare la patria perduta, per ricreare la propria «placenta». Sono centrali in questa raccolta di saggi, confessioni e conversazioni il senso della perdita, la dialettica del cambiamento, la forza liberatrice della migrazione verso un nuovo ambiente sociale e linguistico. Nei contributi e nelle interviste in cui dialoga con Claudio Magris, Philip Roth, con le scrittrici romene Marta Petreu e Gabriela Adamesteanu, con il suo traduttore Marco Cugno, Manea affronta da un punto di vista assolutamente originale temi come l'ebraismo europeo prima dell'Olocausto, la dissidenza intellettuale e la censura nei regimi assolutisti, ma anche il caso Rushdie, oltre a rievocare il suo 11 settembre newyorkese, i grandi incontri con il Nobel Kertész o con Cioran e Ionesco, e una sospirata, fugace visita da «evaso» a Venezia nel 1979.

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De la scrierea dacica la cea româneasca
Afrodita Carmen Cionchin, Ionel Cionchin
Editura Eurostampa, Timisoara, 2006, 430 p.

La scopo principale dello studio consiste nella ricostruzione parziale del sostrato traco-daco-getico, prelatino, della lingua daco-romena. Gli autori intendono analizzare la scrittura delle «tavolette di Tartaria» – la più antica scrittura al mondo – e l'impatto che essa ebbe sulle principali scritture apparse nell'età antica. In base ad una rigorosa selezione, vengono esaminate tutte le iscrizioni reputate traco-geto-daciche e le ipotesi emesse sulla loro decifrazione, formulando altre ipotesi fondate sui più recenti studi linguistici e storici. Il volume prende in considerazione, inoltre, tutta una serie di termini ritenuti in romeno con etimologia sconosciuta oppure provenienti dal cosiddetto «latino popolare» o addirittura prestiti da lingue uralo-altaiche, ma che tuttavia trovano delle somiglianze nelle lingue euroindiane antiche (sanscrito, irlandese, lituano) oppure moderne (lingue scandinave, inglese, retoromano o ladino), nonché in alcune lingue non euroindiane (escuaro, ungherese, turco). È probabile che alcune di queste somiglianze si debbano all'azzardo, altre riguardano termini penetrati in daco-romeno per vie che non si possono spiegare, ma la maggior parte delle voci presentate sono arcaiche, euroindiane. In questo modo si dimostra che la lingua dei Traco-Geto-Daci – una lingua pelasgica – non è affatto scomparsa, ma si è conservata e perpetuata nel romeno e nei suoi dialetti.

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Francophonie roumaine

Francophonie roumaine et Intégration européenne
Ramona Bordei-Boca (ed.)
Dijon, Ed. Centre Gaston Bachelard, Université de Bourgogne, 2006.

Contiene : Gisèle Vanhese, D'un Orient à l'autre. La poésie française de Dimitrie Bolintineanu , pp. 151-164.

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The tragic discourse. Shestov and Fondane's existential thought
Ramona Fotiade (ed.)
New York, Ed. Peter Lang, 2006 (Series « European Connections »)

Contiene : Gisèle Vanhese, L'Exode de la parole dans la poésie de Benjamin Fondane , pp. 205-213.

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Futurismo, dadaismo e avanguardia romena: contaminazioni fra culture europee (1909-1930)
Emilia David
L'Harmattan-Italia, Torino, 2006

Tra il 1909 e il 1930 il modernismo letterario in Romania ha recepito, attraverso un ampio processo di diffusione e di riflessione critica, gli influssi del futurismo italiano, il movimento che ha rivoluzionato, dalle fondamenta, la cultura europea degli inizi del Novecento. Accanto all'apertura al futurismo, l'avanguardia culturale romena dell'epoca ha poi saputo guardare, con interesse, al dadaismo e agli ideali da esso difesi. Nel descrivere ed analizzare tali processi, il presente volume mette a fuoco tasselli sconosciuti di un grandioso mosaico, di un progetto culturale europeo che si è richiamato, felicemente, all'internazionalità di valori condivisi, agli scambi e ai rapporti molteplici.

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Gli


Gli occhi di Betarice. Com'era davvero il mondo di Dante
Horia-Roman Patapievici
Bruno Mondadori, Milano, 2006.

Fin dalla notte dei tempi, la Divina Commedia ha dato vita ad arditi e raffinati tentativi di tradurre la cosmologia dantesca in rigorose immagini geometriche e astronomiche. Quasi nessuno, però, fra i dotti esegeti e gli abili illustratori di ogni epoca, ha ravvisato o messo in luce sostanziali differenze fra il trecentesco modello scientifico dell'universo e il singolare e personalissimo modello cui Dante dà prova di ispirarsi nella stesura del suo capolavoro. Formidabile poeta, acuto conoscitore della cultura scientifica, filosofica e teologica del suo tempo, negli ultimi canti del Paradiso Dante raffigura un mondo molto diverso da quello tradizionalmente accettato dalla critica: un mondo non euclideo, affine alle teorie dell'universo che Einstein avrebbe formulato secoli dopo.
A svelarci questo Dante finora pressoché ignoto e la sua complessa visione dell'universo è l'avvincente viaggio che un fisico di formazione, appassionato lettore della Commedia , intraprende sul filo dell'iconografia ufficiale per dimostrare come il genio dantesco travalichi i confini delle umane lettere e divenga profonda visione in grado di conciliare visibile e invisibile, Dio e ragione, mondo sensibile e mondo sovrasensibile.

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Ion Budai-Deleanu. Interessi linguistici e impegno letterario
Adriana Senatore
Cacucci Editore, Bari, 2006.

Indice

1. La cultura romena nel secondo Settecento. 1.1. Budai-Deleanu e la Scuola latinista transilvana. 2. Budai-Deleanu: le tappe di un'esistenza. 2.1. Lontano dalla patria romena. 3. L'attività di ricerca di Budai-Deleanu. 3.1. L'opera storica. 3.2. Gli scritti filologici e linguistici. 3.3. Le linee di riforma dell'ortografia. 3.4. Gli studi di grammatica. 3.5. I progetti lessicografici. 3.6. La questione della lingua. 4. L'attività letteraria di Budai-Deleanu. 4.1. Gli scritti minori. 4.2. Il poema incompiuto Trei viteji . 5. La Tiganiada . 5.1. Echi di altre letterature. 5.2. Grottesco e satira. 5.3. Le note al testo. 5.4. Poesia dotta e creazione orale. 5.5. L'indirizzo politico. 5.6. I momenti lirici. 5.7. La struttura metrica. 5.8. Lo stile. 5.9. La lingua e il lessico. 5.9. La Tiganiada nella letteratura romena.

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L'ora senza crepuscolo. Sulla poesia di Petru Cretia
a cura di Gisèle Vanhese
Università della Calabria, Centro Editoriale e Librario, 2006.

Indice

Gisèle Vanhese, Petru Cretia. Alla confluenza del Logos e della Notte - Fenice di porpora e di cenere
Rodica Zafiu, Tradurre le nuvole
Giovanni Magliocco, Oltre la finitudine, nelle profonde fontane del mare
Katia Stabile, Pasarea Phoenix di Petru Cretia. Tradurre l'immaginario simbolico
L'uccello Fenice - traduzione di Katia Stabile
Poesie (1938-1997) - scelta e traduzione Giovanni Magliocco
Cenni bio-bibliografici (Rodica Zafiu)

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2005



Bucarest dal villaggio alla metropoli. Identità urbane e nuove tendenze
Giuseppe Cinà
Unicopli, Milano, 2005

Con la caduta di Ceau s escu nel 1989 la Romania ritorna ancora una volta in Europa. In questo processo di rinascita Bucarest è il centro di elaborazione delle nuove istanze politiche, economiche e culturali del paese. Ma in quali condizioni la città intraprende questo nuovo viaggio? Riconosciute le aberrazioni e i valori della città del periodo socialista, questo testo ci guida alla scoperta delle tante Bucarest che sono state rimosse con l'avvento della Repubblica Popolare nel 1948. Scopriamo così che l'assetto urbano della capitale romena offre una delle più eloquenti rappresentazioni della contrapposizione tra le due grandi utopie che da metà Ottocento hanno ispirato la costruzione della città europea: la città liberale e la città socialista. Queste due grandi partiture si sostituiscono alla Bucarest pre-moderna e in questo processo le tre correnti architettoniche dominanti - il neoclassicismo franco-balcanico, il neo-romeno e il Movimento Moderno - si costituiscono come altrettante forme della transizione verso la modernità; così avviene, in ambito urbanistico, nel passaggio dai principi della garden city a quelli della città razionalista, e dai Regolamenti ottocenteschi ai Piani urbanistici del primo Novecento.
Il volume ripercorre le tappe salienti di questa evoluzione, mostrando come in questo avventuroso viaggio Bucarest sia stata la nave cocchiera che ha traghettato il paese da Oriente ad Occidente, trasformandosi da città- villaggio a metropoli . Il volume tratta infine il difficile tentativo di rinascita urbana in corso, giocato sul filo dello scontro tra Stato e Mercato, tra deboli identità locali e trascinanti modelli globali; per sostenerlo, è questa la tesi avanzata dall'autore, sarà necessario lavorare alla ricomposizione delle tante Bucarest oggi presenti, perché la nuova capitale sia costruita sul solco della sua storia.

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Romania
Francesco Guida
(collana "Storia d'Europa nel XX secolo"), Unicopli, Milano, 2005, pp. 352, euro 17

Il volume racconta la storia della Romania nel Novecento, dopo una breve premessa dedicata al secolo precedente. Il racconto è ripartito, secondo una scansione ormai tradizionale e condivisa dagli storici, in otto capitoli: 1. La Romania fino alla Grande guerra   2. La partecipazione alla Grande guerra e la Grande unione   3. Il dopoguerra    4. La Grande Romania tra le due guerre mondiali (1922-1937)  5.  La dittatura di Carol II e quella di Antonescu. La seconda guerra mondiale   6.   La nascita e la prima fase del regime comunista   7. La dittatura di Ceausescu   8. La rivoluzione del 1989 e la Romania post-comunista.
L'opera si basa sulla storiografia sia romena sia straniera, nonché su ricerche originali dell'autore. Si propone come lettura utile per lo studioso (al quale è offerta una vasta bibliografia) e per lo studente, alternando narrazione e riflessione storica.

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Sulle strade della Romania
a cura di Marcello Cella e Cinzia Chighine
Provincia di Pisa, Istituzione Centro Nord-Sud, Pisa, 2005 ("Quaderni di Intercultura" 11)

INDICE

Introduzioni
Presentazione, Andrea Pieroni, Manola Guazzini ; I bambini romeni in difficoltà. Sforzi comuni per un futuro migliore, Cristian Colteanu ; La sociologia e i bambini rumeni in condizioni di disagio, Franco Ferrarotti.
Le Analisi
Romania, un quadro d'insieme, a cura di Marcello Cella ; Minori in Romania. Alcune problematiche, Domenico Scidà ; Una Europa, più Romanie? Trasformazioni sociali nel processo d'integrazione europea. Profilo della transizione, Emilia David Drogoreanu ; Lo spettro dell'Aids pediatrico in Romania, Guido Castelli Gattinara ; I bambini di strada dell'Europa dell'Est, Elisabetta Porfiri ; Le politiche per la famiglia nell'era Ceausescu, Smaranda Vultur ; La nuova legge sulle adozioni in Romania, a cura di Marcello Cella.
Storie di vita e testimonianze
Una giornata della vita dei "Superman" della Stazione Centrale di Bucarest, a cura di Bruno Mazzoni e di Oana Chelaru Murarus ; Salvare una persona per salvare il mondo, Miloud Oukili ; Miloud, il diavolo delle fogne ha il naso rosso, Enzo Baldoni , Randagi, Paola Mordiglia ; Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, o dell'ipocrisia della strada. Alin, Mihai Rau ; Joki, Mihai Rau ; Timisoara 2002, Massimiliano Frassi ; Il mio nome è Corina, Marzia Monelli Bianchi ; Per strada e sotto, nella grande città, Emanuele Giordana ; Le tribolazioni di un giovane rumeno a Parigi, Catalin Manole ; Bucarest-Roma, Chiara Ludovisi ; www.donne.in.romania.ro, Cinzia Chighine ; Marius ride alle nuvole, Marcello Cella ; Romania, i centomila figli dello Stato, Benedetta Verrini ; Romania: la tragedia dei bambini abbandonati, Andreea Iatagan ; Romania: Ceausescu voleva tanti figli e vietò l'aborto, Andreea Iatagan ; Romania, nell'incubo del trafficking, Paul Cristian Radu ; La fortuna di essere scelti da un caporale; Stefano Galieni ; La crocifissione di Suor Irina, Giacomo Papi e Mihaela Iordache.
I progetti di solidarietà e cooperazione in Romania Il percorso di cooperazione dell'Istituzione Centro Nord Sud dela Provincia di Pisa in Romania. I Protocolli tra la Provincia di Pisa e la Contea di Braila. I progetti della Provincia di Pisa in Romania, Alberto Barsacchi ; La cooperazione fra Unione europea e Romania nel cammino verso l'adesione, Paolo Prosperini ; Girotondo di solidarietà e cooperazione, a cura di Marcello Cella, Cinzia Chighine.
Immagini
Fotografie di Giuseppe Fausto
Bibliografia a cura di Marcello Cell

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Letteratura della Romania
"Quaderni del Premio Letterario Giuseppe Acerbi " nr. 6, 2000.

Sommario (selezione)
Introduzione , Giorgio Colombo; Giuseppe Acerbi, le lingue, l'Europa , Simona Cappellari; Associazione Acerbi: un anno di attività , Rosanna Colognesi. Nazionalità e minoranze , Bianca Valota; Breve profilo di storia della lingua romena , Gheorghe Carageani; Italiano e romeno , Lorenzo Renzi; Attualità dell'arcaico. Accostamenti alla poesia popolare romena , Dan Octavian Cepraga; Mihai Eminescu , Luisa Valmarin; Esordi ed affermazione della prosa romena moderna , Angela Tarantino; Percorsi della poesia romena nella prima metà del Novecento , Marco Cugno; Note sulla poesia e sulla prosa contemporanee (1960-2000), Bruno Mazzoni; Critica letteraria e ideologia politica nella storia della letteratura romena moderna , Ioana Both; L'esilio letterario romeno. Il primo esilio , Florin Manolescu; Romania celaniana , Camilla Miglio; Eliade 'speleologo' del sacro , Anna Casella; L'ospite di Dracula , Francesca Romana Paci; Le arti visuali , R azvan Theodorescu; Scambi culturali tra l'avanguardia romena e le avanguardie europee , Emilia David Drogoreanu; Tre romeni a Parigi. George Enescu e... , Nicola Davico; Le musiche di tradizione orale in Romania , Speranta Radulescu; Cronologia della storia romena , Laura Evola; Dopo il Comunismo. Diario di Romania , Lorenzo Ren zi; L etteratura romena in italiano , Roberto Merlo. Micro-zibaldone cartareschiano , a cura di Bruno Mazzoni e Rodica Zafiu; Biancamaria Frabotta intervista Ana Blandiana; Summa cum laude. Omaggio ad un eminente romenista italiano: Marco Cugno , Alexandru Niculescu.

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Cristian Moroianu
Dublete si triplete etimologice în limba româna
Editura Universitatii din Bucuresti, 2005.

Il volume prende in considera zione uno degli aspetti più interessanti della lessicologia sincronica e diacronica, quello degli allotropi etimologici. Frutto di una tesi di dottorato discussa presso l'Università di Bucarest, il lavoro è una ricognizione critica esaustiva del fenomeno dell'allotropia nella lingua romena. Lo studio dei diversi esiti di uno stesso etimo presenta numerosi motivi di interesse non solo per gli specialisti, ai quali questo libro si rivolge in prima battuta, ma anche per tutti coloro che sono affascinati dal mondo vario e complesso dell'etimologia. L'esistenza dei doppioni etimologici rispecchia, infatti, fedelmente anche la storia dei rapporti e dei contatti culturali e linguistici fra il romeno e le altre lingue europee.

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Emanuela Costantini
Nae Ionescu, Mircea Eliade, Emil Cioran. Antiliberalismo nazionalista alla periferia d'Europa
Morlacchi Editore, Perugia, 2005 .

Nel periodo interbellico tutta l'Europa fu attraversata da una forte reazione antidemocratica. La Romania fu il paese in cui più tardi si instaurò un regime autoritario, eppure fu forse quello in cui la dimensione ideologica risultò più strutturata. Intellettuali di notevole spessore e di grande fama si schierarono compattamente a fianco di un movimento ideologicamente povero e ferocemente antisemita come la Guardia di Ferro di Codreanu. Essi suonarono davvero "il piffero della riviluzione" [legionaria], contribunedo a dare credibilità al movimento di Codreanu e legittimandone l'azione.
Su queste responsabilità si è largamente taciuto nel dopoguerra, in parte per l'atteggiamento degli stessi intellettuali coinvolti, che hanno liquidato quegli anni come un veniale peccato di gioventù o, peggio ancora, hanno tentato di riscrivere il loro passato, in parte perché lo stesso regime comunista preferì far cadere il silenzio su quel periodo della storia nazionale, tentando non di rado un recupero dei nazionalisti romeni e adottando un atteggiamento repressivo nei confronti delle minoranze.

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Celestina Fanella
L'altra Europa. Percorsi narrativi romeni fra Otto e Novecento
Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2005.

La storia che questo libro racconta è ambientata nei salotti letterari moldavi e valacchi, sullo sfondo ci sono gli avvenimenti della corte del re Carlo I e c'è la Transilvania asburgica, dove il destino dei romeni fu in gran parte deciso dalle rivalità confessionali tra ortodossi e greco-cattolici. Seguendo percorsi narrativi che si muovono entro i confini nazionali, ma che arrivano, talvolta, nel cuore della cultura occidentale, il lettore, accompagnato da testi antologici per la prima volta accessibili al pubblico italiano, si troverà a percorrere grandi distanze geografiche e stilistiche: dal mondo caricaturale spinto fino all'assurdo di Caragiale, ai modelli 'obiettivi' e realistici di Rebreanu; dal ritmo melodico di Sadoveanu alla voce spezzata di Holban. Il libro suggerisce un nuovo modo di leggere cento anni di narrativa romena: raccontando le 'inclinazioni' a tratti esitanti, contraddittorie, spesso ritardatarie che maturano all'interno della società romena fra Otto e Novecento. E attraversando le zone di influenza del 'centro' e i complessi della 'periferia', nella Romania alle soglie della modernità, il lettore scoprirà l'Europa. L'altra Europa.

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Giovanni Rotiroti
Il Demone della lucidità. Il caso Cioran tra psicanalisi e filosofia
Rubbettino, Soveria Mannelli, 2005.

Emil Cioran nato nel cuore della Transilvania nel 1911 in Romania e morto a Parigi nel 1995 è considerato dalla critica più attenta come il maggiore prosatore dopo Paul Valéry e come il più originale fra i pensatori francesi del secolo scorso. Autore fra i più essenziali del Novecento conta nel mondo un vastissimo pubblico. Tuttavia sulla sua opera, soprattutto quella scritta in romeno, ha gravato sia la responsabilità ideologica di un'effimera adesione al misticismo nazionalistico in voga nella temperie culturale tra le due guerre in Europa sia il fatto che i suoi libri hanno offerto alla psicopatologia spunti tali da farne un caso di «depressione creativa». Entrambe le interpretazioni date alla sua opera vanno ridimensionate e in tale senso i saggi contenuti in questo volume prendono in esame soprattutto gli scritti giovanili del filosofo, ripercorrono i tratti più salienti della sua vocazione alla scrittura, le amicizie, i contesti, le letture, le idee, il grande salto nel passato, il distacco linguistico e l'esilio volontario. La posta in gioco di questo libro è quella di offrire punti di vista per molti versi inediti e illuminanti su uno scrittore e pensatore tra i più controversi apparsi in Occidente. Il libro analizza nelle sue varie sfaccettature il tema di fondo di Cioran, la lucidità, che ha giocato per lo scrittore un ruolo di privilegio ma anche di condanna, che è risultata una risorsa ma anche una sconfitta dove lo spirito della tragedia e la saggezza vengono a sfociare nell'atto soggettivo di una scelta di libertà e nell'approdo esistenziale verso un destino fatale in qualche modo desiderato.

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Teresa Ferro
I missionari cattolici in Moldavia
Clusium, Cluj, 2005.

Il libro è strutturato in sette capitoli, che mirano ad approfondire il ruolo storico dei cattolici nella cultura dei Paesi romeni, la definizione delle comunità cattoliche di Moldavia, i missionari della Congregazione de propaganda Fide in Moldavia, la lingua romena come lingua della catechesi, i testi romeni dei missionari cattolici, i missionari dell'epoca più recente (fine sec. XVIII e inizio del secolo successivo) e il quadro storico-culturale della società che li ha accolti. Le appendici riproducono i testi di alcuni di questi missionari, cioè di A Renzi, S. Amelio e M. Barattani.

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Valentina Negritescu - Davide Arrigoni
Grammatica pratica della lingua rumena con esercizi e soluzioni
Carabà Universitaria, Milano, 2005.

Testo di studio per chi frequenta corsi universitari di lingua rumena o semplicemente per motivi di relazioni commerciali e culturali ha la necessità di comprensione linguistica.

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Constantin BRAILOIU
Consigli al morto / Ale mortului
cura e traduzione di Dan Octavian Cepraga
Stampa Alternativa, Viterbo, 2005.

I Consigli al morto ( Ale mortului din Gorj ) sono, con ogni probabilità, le testimonianze più arcaiche della poesia e mitologia popolare rumena: versi rituali, ancestrali ed enigmatici, di folgorante
e primordiale bellezza, parlano del viaggio mitico del morto verso l'Aldilà.
Da Roger Caillois a Franco Fortini, da Ernesto De Martino a Pier Paolo Pasolini, tutti vi hanno scorto il volto più antico e insondabile della cultura tradizionale europea.

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2004

Norman Manea
Il ritorno dell'huligano. Una vita
cura e traduzione di M. Cugno, Il Saggiatore, Milano, 2004.

Nell'ottobre 1941 tutti gli ebrei della Bucovina romena vengono deportati nei campi di concentramento al di là del fiume Dnestr. Tra di loro c'è anche la famiglia Manea al completo. Per Norman, all'epoca di soli cinque anni, è la tremenda Iniziazione alla consapevolezza. Della brutalità di questa esperienza nella sua memoria infantile rimangono l'orribile viaggio nel vagone piombato, l'angoscia degli interminabili giorni, il coraggio di una giovane donna cristiana che tenta di salvare una famiglia non sua. Dopo il ritorno alla vita, nella sua memoria di ragazzo ci sono i libri, l'amore, l'amicizia, l'indecisione della famiglia tra restare o andare, forse per non tornare mai più. Dopo l'entusiasmo giovanile per l'Idea comunista, nel passaggio all'età adulta Norman testimonia il naufragio della politica nella demagogia, l'inesorabile deriva del regime che culmina per lui con la detenzione del padre nel campo di lavoro di Periprava. L'amore per la letteratura diventa allora il suo rifugio in terra romena, un paese in cui il nazionalismo antisemita è rimasto raggelato nei clichés dell'era comunista senza un autodafé, in cui anche i suoi figli più intellettuali - Eliade, Cioran, Noica - hanno subìto il fascino dell'aberrazione, hanno vissuto giorni da "huligani". Comincia così a prendere forma il penoso imperativo dell'esilio, insieme alla paura di perdere la propria lingua madre, l'unica vera appartenenza dei senzapatria, e la lucida coscienza dell'impossibilità di restare. Finalmente, a un anno dalla caduta di Ceausescu, Norman Manea si trasferisce nel Nuovo Mondo e solo dieci anni dopo troverà la forza di percorrere il cammino inverso. Il ritorno dell'huligano è la storia di un'esistenza in cui sono precipitati gli eventi più sconvolgenti del ventesimo secolo; la vicenda di un uomo che ha fatto della letteratura il suo credo, la sua morale, la sua politica. È un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, il sogno e la realtà, il passato e il presente della vita di uno scrittore che da sempre sa distillare la bellezza dal dolore, tramutare la biografia in arte.

 

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Marius Sala
Dal latino al romeno
(edizione italiana a cura di Roberto Merlo)
Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2004

Per mostrare come si sia giunti dal latino al romeno, e quindi per fare una storia della lingua romena, si possono utilizzare diversi metodi. Per questo libro ne ho scelto uno che non è stato finora praticato, e cioè la comparazione sistematica dell'evoluzione della lingua romena con quella delle altre lingue romanze. In altre parole, non solo ho mostrato come la struttura della lingua latina si sia continuata nel romeno, ma ho anche precisato ogni volta se e in che misura gli elementi di questa struttura sono presenti anche nelle altre lingue romanze. [.] Dal momento che il pubblico dei non specialisti è certo più intrigato dalla storia accattivante delle parole, uno spazio maggiore è stato accordato al lessico. [.] Ogni volta è stato messo in evidenza quali sono gli elementi ereditati dal latino e in che modo la struttura latina si sia modificata (semplificazioni, riorganizzazioni) nel passaggio alle varie lingue romanze, precisando se la continuità o la discontinuità rispetto al latino rappresenti un fatto comune a tutte oppure se sia specifica di alcune di esse. L'accento è stato posto sui casi in cui il romeno occupa un posto a parte nel complesso romanzo, cercando di dare a questi casi, a volte solo apparentemente bizzarri, una spiegazione.

 

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Margareta Dumitrescu
V
iaggiatori romeni in Sicilia
Sellerio, Palermo, 2004.

Dapprima esuli di fallite rivoluzioni o malati di tisi in cerca di un clima salubre, i viaggiatori romeni cominciarono a scegliere la Sicilia come meta man mano che uscivano dall'orbita e dall'egemonia dell'Impero Ottomano. Ciò che maggiormente rilevava il visitatore era lo charme orientale: e in questo trovava affinità immediatamente avvertite con la Romania, in quanto ponte tra civiltà e epoche. " Palermo mi sembra conosciuta - scrive una di essi - ho l'impressione di averla già vista un tempo. In un film? In un'altra vita? Non ho visto Palermo prima di adesso, ma nella sua aria vaga qualcosa di conosciuto e di orientale, qualcosa che risveglia in colui che viene dalle zone delle foci del Danubio una certa familiarità."

 

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Ana BLANDIANA
Un tempo gli alberi avevano occhi
traduzione e cura di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni
Donzelli, Roma, 2004.

Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici
nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m'era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre...

Ana Blandiana, nata a Timisoara nel 1942, è la poetessa rumena più nota nel mondo. La sua fama, accompagnata dalla rilevanza del suo impegno civile sia prima che dopo la caduta del regime di Ceausescu, si è costruita attraverso una serie di volumi di versi e prosa fantastica che ne hanno definito la personalità letteraria. La sua opera, tradotta in una dozzina di lingue, è un'incessante meditazione sulla creazione artistica e sulla natura umana: la purezza e la caduta nel peccato, la morte e la sopravvivenza, l'amore come aspirazione all'assoluto e insieme fuga dalla materialità conferiscono una dimensione sovratemporale alla sua voce lirica.

 

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Lauren tia JINGA
Grammatica romena per italiani
Edizioni dell 'Orso, Alessandria, 2004.

La Grammatica romena per italiani di Lauren tia Jinga presenta una trattazione approfondita, ma breve e semplice, delle strutture linguistiche della lingua romena confrontata con l'italiano. Frutto dell'esperienza di insegnamento del romeno nell'Università italiana, non è una grammatica tradizionale, ma convoglia nella trattazione i migliori risultati della ricerca linguistica di punta. Tra la prassi grammaticale scolastica e quest'opera c'è la differenza che fanno cinquant'anni di studi fonologici, morfologici, sintattici moderni. Le profonde conoscenze teoriche dell'autrice non appesantiscono l'opera, ma sono tutte calate nei fatti e nella loro descrizione. Contemporaneamente analisi completa della lingua romena e strumento didattico per l'insegnamento superiore, questa Grammatica riempie una lacuna negli strumenti a disposizione dello studente e dello studioso.

 

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Le nozze del sole. Canti vecchi e colinde romene
a cura di D. O. Cepraga, L. Renzi, R. Sperandio
Carocci, Roma 2004.

La poesia popolare romena può riservare al lettore occidentale la vertigine della scoperta di un mondo Altro, un universo culturale arcaico e al tempo stesso complesso. Pasolini aveva voluto colinde e altri canti romeni nella colonna sonora del suo Edipo re : gli sembravano testimonianze di un mondo ancestrale e fuori dalla storia, musica in- definibile, «la musica del mito della terra». Mircea Eliade ha visto nel folclore della Romania una prova concreta della sopravvivenza nell'Europa moderna di immagini, temi e credenze religiose antichissime, che rimandano ad un patrimonio mitico tradizionale e precristiano. Nelle colinde e nei canti vecchi - alcuni dei quali pubblicati qui per la prima volta in Italia - si celebrano grandi miti arcaici, quali le nozze incestuose fra il Sole e la Luna o il sacrificio di fondazione di Mastro Manole, ma anche temi epico-eroici legati all'immaginario feudale e cavalleresco o fosche storie iniziatiche, come nella " colinda dei cervi ", dalla quale Béla Bartók ha tratto nel 1930 la sua famosa Cantata profana .

 

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Tudor Arghezi, Salvatore Quasimodo
Poesie
a cura di Marco Dotti
Stampa Alternativa, Viterbo, 2004.

Tudor Arghezi (Bucarest, 1880-1967), poeta, romanziere, giornalista, è unanimemente considerato il maggior poeta rumeno del Novecento. Sperimentò la prigione nella prima guerra mondiale, il lager nazista nel corso della seconda e l'ostracismo culturale negli anni del cosiddetto "realismo socialista". Autore raffinato, dalle tematiche fortemente sociali, coltivò una poesia complessa ma di immediata fruibilità, giocata su più registri, in grado di essere letta e apprezzata da tutti. L'antologia qui proposta si avvale della versione in lingua italiana di un altro grande poeta, Salvatore Quasimodo, che curò la prima edizione di questo volume - mai ristampata - per i tipi de "Lo Specchio" di Arnoldo Mondadori nel 1966.


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Maria Luisa Lombardo
Erotica Magna. O istorie a literaturii rom âne dincolo de tabuurile ei
Editura Universit atii de Vest, Timisoara, 2004

Indice
- Delimitari si definitii; - Schita a literaturii licentioase în sec. al XIX-lea. Începuturile literarturii licentioase în România; - Junimea si transformarile literturii române moderne. Programele emanciparii; - B. P. Hasdeu. Scandalul literturii; - Ion Crenaga: povestiri "pe ulita din spate"; - literatura licentioasa si avangarda; - Geo Bogza: sexualitatea în literatura ca arma de polemica; - Ion Vinea si erotica lunatecului: portretul unui estet dezabuzat; - Erotica animalica în opera lui George Mihai Zamfirescu; - Universul erotico-absurd al lui Fric; - Noua pornografie si provocarea literara a lui Eugen Serbanescu

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2003

Romania e Romània. Lingua e cultura romena di fronte all'Occidente
Atti del Convegno internazionale di studi, Udine, 11-14 settembre 2002
a cura di Teresa Ferro, Udine, 2003.

contributi scientifici raccolti nel volume affrontano il complesso rapporto della lingua e della cultura romene con l'Occidente lungo l'asse del tempo e dello spazio. Ciascuno degli Autori esamina, secondo le prospettive della propria scienza e secondo la propria metodologia, le modalità di ricezione di forme e modelli occidentali in Romania, ieri e oggi, mettendo a contributo le proprie esperienze. Il quadro che emerge dalla raccolta è molto articolato, benché renda solo in parte la complessità di un problema che, oggi - all'alba di un'integrazione europea della Romania che si spera prossima -, interessa non solo i linguisti, i letterati e gli storici, ma più ampiamente gli operatori culturali ed economici e tutti coloro che vogliono approfondire i legami, antichi e recenti, che uniscono l'Occidente ai fratelli latini del vicino mondo balcanico.

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Mircea Cartarescu
Quando hai bisogno d'amore
CD doppio, a cura di B. Mazzoni
Pagine, Roma 2003.

"Sofferenza e distacco, spazi interiori, musica e letteratura angloamericane, (si veda la tacita citazione di Other Voices, Other Rooms di Capote in un verso di Addio! a Bucarest ), i Beatles (o i "dire straits" di L'amore è finito) e Ginsberg, Ferlinghetti e Corso (o il Frank O'Hara menzionato con nonchalance nel componimento Blues alla maniera di Magritte ): la poesia romena con C artarescu e i suoi compagni di generazione "scende in strada"... facendo propria la lezione degli autori di San Francisco, della beat generation, scegliendo deliberatamente modalità antiliriche, privilegiando il dettaglio, l'elemento narrativo, lo sfondo urbano, cittadino, in sicuro contrasto con la tradizione lirica, naturalistica quando non idillica, della cultura letteraria romena..."
Bruno Mazzoni

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Mircea Cartarescu
Nostalgia
a cura di B. Mazzoni
Voland , Roma 2003.

Uno straordinario trittico che è un amalgama di sogni, incubi, alchimie .
In una Bucarest concreta e impura, macchiata da tramonti e albe dai colori acidi, sventrata da condotti e passaggi segreti, questi tre racconti lunghi ( Il Mendebile , I gemelli, Rem ) sono capitoli di un unico romanzo e allo stesso tempo tappe dell'esistenza del protagonista che subisce infinite trasformazioni: perché mille vite sono possibili in una sola. All'uscita del libro in Francia la stampa ha scritto tra l'altro: "I testi di C a rt a rescu sono immensi e la quarta di copertina dell'edizione francese non inganna il lettore quando paragona questo scrittore a Kafka e Borges . Ci svela una Bucarest segreta, ripiegata sui suoi sotterranei."( Edgar Reichmann , "Le Monde"). Leggi qui il commento di Remo Ceserani al libro: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=3817

 

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Ioan Vieru
La luce nella stanza dell'ospite
a cura di Angela Tarantino
traduzioni di Giulia Cerrone , Laura Guarnieri , Ariana Spatar
Pagliai Polistampa , Firenze 2003.

". Malgrado l'appello alla storia attuale, Vieru si allontana dalle norme estetiche prescritte dal canone poetico contemporaneo, fondato sul realismo espressivo, sull'immediatezza e sulla trasparenza linguistica. La sua poesia sembra appartenere ad un'altra epoca letteraria, sembra recuperare e riattualizzare l'esperienza della grande tradizione estetica del periodo interbellico.
La scrittura è ermetica, impenetrabile, difficile da svolgere in un'altra lingua: gli oggetti concreti che la compongono sono impastati in una sintassi a volte misteriosa, i nessi logici sono scardinati e ricomposti in un ordine assolutamente originale. Gli elementi lessicali usuali, pur appartenendo al mondo fisico, al vissuto quotidiano, familiare - la sabbia, la conchiglia, i bagagli, il viaggio, il sogno - sono intessuti in una trama di associazioni di cui talvolta è difficile trovare il filo. Di fatto, non è poesia di oggetti concreti, materiali, ma delle tracce, del ricordo che questi hanno lasciato.".
Angela Tarantino

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Teresa Ferro
Latino, romeno e romanzo: studi linguistici
Dacia, Cluj-Napoca, 2003

Indice:
- C îteva probleme ale romanizarii Daciei; - Francesco Grisellini e i romeni; - Sursele latine si limba româna: probleme vechi si perspective noi; - Etimi attestati ed etimi postulati nel lessico latino dell'aromeno; - La complessa transizione dal latino al romanzo nell'area carpato-danubiana; - I caratteri danubiani del latino di Iordanes; - " Aspecte balcanice" din limba româna cu interesante convergente pe plan romanic; - Il lessico latino dell 'albanese: problemi semantici; - A proposito dell'origine delle formule romene di identificazione del tipo: "nome proprio + genitivo del nome del padre (o della madre)"; - Matteo Bartoli e le postille romanze all'EWRS di S. Pu scariu; - la neutralizzazione di apefrtura in finale di parola tra pronunzia regionale e norma letteraria nel romeno: -e > -i; - Limba româna si dialectele italiene meridionale: concordante ipotetice sau reale?; - Concordanze dei dialetti italiano-meridionali con l'area balcano-romanza: la protesi di a-; - Note sugli sviluppi del latino au in romeno e nei dialetti siculo-calabro-salentini.

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