Fausto Zevi


Progetto scientifico di allestimento del nuovo Museo Nazionale dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese di Baia (Fausto Zevi in collaborazione con Claudia Valeri)

Con fondi della Comunità Europea erogati dalla Regione Campania, la Soprintendenza di Napoli conta di completare i restauri del magnifico castello Aragonese di Baia e la sua trasformazione nel grande Museo Archeologico dei Campi Flegrei che accoglierà pertanto le ricche collezioni, soprattuto marmi, statuari e architettonici, ma anche grandi statue bronzee e l’eccezionale raccolta dei gessi di Baia, da Cuma, Pozzuoli, Literno, Miseno e Baia, tra queste i recentissimi rinvenimenti delle sculture dagli scavi ancora in corso a Pozzuoli (Rione Terra) e a Cuma (edifici del foro,mura, necropoli). La esposizione si svilupperà in circa cinquanta sale, dislocate in più nuclei, includendo nel percorso e valorizzando gli scavi della villa repubblicana con pitture e mosaici (probabilmente quella di Cesare), e sulla quale insiste parzialmente anche il castello. Ai responsabili sopra citati è stato affidato il compito dell’individuazione dei materiali nei depositi del Museo di Napoli e altrove fino alla scelta e alla schedatura scientifica, nonché all’organizzazione espositiva secondo un percorso museale accompaganto dai relativi supporti didattico-scientifici.

La contemporanea valorizzazione della presumibile villa di Cesare, delle strutture del Castello Aragonese e della straordinaria collezione di antichità flegree in un paesaggio fra i più celebrati della storia culturale europea e il concorso oltre che della soprintendenza competente e dell’Università La Sapienza, delle Università di Napoli Federico II, Napoli Orientale, Napoli 2 e di strutture di ricerca europee come il Centre J. Berard (J.P. Brun) nonché della dott.ssa Ch. Landwehr di Freiburg, grande esperta di scultura romana.

 

Studio e pubblicazione del Corpus delle iscrizioni di Ostia (Fausto Zevi, Maria Letizia Caldelli)

Ostia è la città dell’impero romano antica che in assoluto, dopo Roma, ha restituito il maggior numero di iscrizioni (circa 6000), di cui meno della metà raccolte nei volumi CIL XIV e supplemento. L’importanza di detto corpus per la storia amministrativa, commerciale e annonaria di Roma e del suo porto non ha bisogno di spiegazioni. Il progetto prevede la revisione di tutto il materiale esistente, il controllo della schedatura cartacea e il suo riversamento informatico, lo studio e la pubblicazione come volumi del CIL e delle imagines relative, nonché l’apprestamento di un testo manualistico di epigrafia ostiense ad uso dell’università francese e italiana (edizione attualmente in corso in lingua francese). La pubblicazione verrà ampliata all’instrumentum domesticum.

Creazione di un polo di riferimento internazionale che intorno a questo primario centro per la storia dell’antichità romana, quale è Ostia, coinvolge, oltre agli enti segnalati tra i responsabili, anche istituzioni di ricerca europee, soprattutto per l’instrumentum domesticum (Univeristà di Aix-en-Provence: anfore etc.; Institutum Romanum Finlandiae: bolli laterizi, fistule acquarie etc.), nonché per il quadro archeologico di riferimento (Istituto Archeologico Germanico di Roma, Scuola Francese di Roma).

Riordino museale e studio delle sculture di Ostia (Fausto Zevi, in collaborazione con Claudia Valeri)

L’Università è chiamata a collaborare per un progetto di riordino degli spazi museali all’interno degli Scavi di Ostia (Museo, Antiquarium) e di riallestimento delle sue collezioni, nonché alla preparazione di una pubblicazione completa del patrimonio scultoreo di Ostia (statue ideali e rilievi soprattutto), in parte inedito, se si eccettuano le pubblicazioni dei ritratti, e comunque mai confluito in edizioni sistematiche. Al momento è in preparazione una guida delle sculture esposte nel Museo Ostiense.

La pubblicazione scientifica, che prevede una versione di guida agevole per il visitatore, confluirà nella prestigiosa collana “Scavi di Ostia”, edita dal Poligrafico dello Stato, che ha ospitato i volumi sui ritratti ostiensi.


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