La missione

Nata da un progetto congiunto di Sapienza - Università di Roma e dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia delle Scienze dell’Uzbekistan (Samarcanda), la missione archeologica italo-uzbeca opera dal 1995 nell’oasi di Bukhara, ossia nel settore più occidentale dell’antica Sogdiana [fig. 1 e 2]. Suo obiettivo è lo studio di questa regione dell’Asia Centrale attraverso l'indagine archeologica e l'analisi delle fonti numismatiche e testuali.
La missione ha al suo attivo lo scavo archeologico (dal 1997 al presente) nel sito di Uch Kulakh, insediamento fortificato non lontano dalla più famosa Varakhsha; indagini preliminari e saggi di scavo nella città alto-medievale di Vardanzeh; ricognizioni topografiche (nell’area di Vardanzeh e di Varakhsha). Nel sito di Uch Kulakh sono stati effettuati anche interventi di conservazione sulle strutture in crudo.
La missione ha inoltre collaborato con il Museo della Cittadella di Bukhara per l’allestimento di nuovi settori espositivi (2003) e, in generale, per lo studio dei materiali in esso conservati.
Per la parte italiana, la missione è stata diretta da Chiara Silvi Antonini (dal 1995 al 2009), già docente presso la Facoltà di Studi Orientali, Sapienza - Università di Roma; dal 2010 la direzione è passata a Ciro Lo Muzio (del medesimo Ateneo), che collabora con la missione sin dalla sua fondazione. Responsabile per la parte uzbeca è Djamal K. Mirzaahmedov, dell’Istituto di Archeologia di Samarcanda.
La missione ha sinora potuto condurre le sue attività grazie al contributo finanziario dell'Ateneo romano e del Ministero degli Affari Esteri.